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Tesi del 1876

Tesi di: Cesare Abbati (Acquedotto in ferro *), Francesco Maria Cabella (Studio sul progetto Minghetti di una perequazione fondiaria nel Regno d'Italia applicato alla Sardegna), Giuseppe Castagneri (Studio del progetto di un tronco di strada carreggiabile *), Francesco Cavenago (Cenni sul drenaggio), Giuseppe Dulio (Cenni sulla fabbricazione del ferro), Carlo Giovara (Dell'aria compressa e sue applicazioni *), Felice Giuseppe Pelliti (Degli archi equilibrati *), Silvio Puecher-Passavalli (Considerazione intorno ai principii fondamentali di termodinamica *), Vittorio Robello (Connessioni metalliche *) e Domenico Rolla (Dei movimenti di terra *).

Tesi del 1870

Tesi di: Stefano Avet (Sul nuovo condensatore Morton *), Contardo Garrone (Stabilità delle travi longitudinali di un ponte in ferro a travate rettilinee per mezzo dei diagrammi dei momenti inflettenti *), Augusto Gatti (Gazometri *), Cesare Gaudenzi (Del petrolio *), Felice Ghigliotti (Brevi cenni sull'industria della carta *), Ermete Giberti (Degli avvicendamenti o rotazioni agrarie), Giovanni Gorini (Cenni sulla condotta di gaz-luce e particolari ad essa attinenti *), Luigi Lazari (Flessione e stabilità delle travi rettilinee collocate orizzontalmente su più di due appoggi e caricate perpendicolarmente ai loro assi *), Riccardo Levi (Generalità sulle macchine a colonna d'acqua e motore a colonna d'acqua di Perret *), Angelo Marangoni (Dei canali manufatti), Paolo Meardi (Cenni generali sulla utilità e necessità della ventilazione nei teatri e sul modo di ottenerla), Carlo Melchioni (Cenni sulla tettoia della stazione di Arezzo *), Attilio Mottura (Asfalti e bitumi), Achille Pariani (I nuovi edifizi per le esperienze idrauliche della R. Scuola d'applicazione per gl'Ingegneri in Torino *), Carlo Giacomo Revello (Combustione e combustibili), Emilio Treves (Distribuzione del vapore nelle macchina stazionarie. Sistema Corliss *), Giuseppe Vacchelli (Teoria delle macchine a vapore saturo *) ed Ercole Visconti Prasca (Combustibili industriali).

Tesi senza data

Tesi di: Carlo Alberto Gianoli (Dell'apparecchio elicoidale applicato alla costruzione dei ponti obliqui) e Vincenzo Crosa (Motore a gaz-luce e ad aria dilatata).

Tesi del 1872

Tesi di: Luigi Bologna (Tracciamento d'una galleria rettilinea *), Giulio Oberty (Misura della velocità e della portata dei corsi d'acqua) e Carlo Simondetti (Cenni sulla fabbricazione della carta *).

Tesi del 1875

Tesi di: Pier Alfonso Barbé (Caldaia tubolare a tirante meccanico *), Stefano Cerriana (Studio sulla distribuzione del vapore con applicazione alle locomotive Sigl della Società ferroviaria dell'Alta Italia *), Achille Faà di Bruno (Mezzi meccanici per misurare forze velocità e lavori *), Edmondo Ferrante (Vaporizzazione nelle caldaie a vapore e sua legge di decrescenza *), Filippo Rabaglino (Sull'applicazione meccanica del calor solare), Felice Montaldo (Delle proprietà fisiche e della natura chimica dei petrolii grezzi), Camillo Negri (Sul nuovo sistema Sulzer di distribuzione del vapore *), Giulio Podestà (Sulla scienza della statica e sulle velocità virtuali *), Giuseppe Racca (Sulla distribuzione del vapore senza eccentrici *), Giuseppe Scalvino (Sull'impiego dei combustibili scadenti *) e Primo Volpi (Sulla teoria meccanica delle correnti elettriche costanti *).

Tesi del 1871

Tesi di: Francesco Adamoli (Filatura della seta), Emilio Borzini (Delle macchine ad aria calda *), Carlo Carletti (Cenni sui ventilatori a forza centrifuga *, 2 copie), Luigi Durand (Sistema ortogonale parallelo applicato alla costruzione delle volte per ponti obliqui *), Francesco Gorisi (Progetto di tomba metallica *), Evangelista Griffi (Brevi cenni intorno all'acqua potabile), Francesco Lamuraglia (Caldaje a vapore accoppiate *), Augusto Mucchi (Metodo pratico per determinare la resistenza e la stabilità di un ponte retto - applicazione *), Giovanni Olivari (Cenni sui sifoni in muratura *), Attilio Pedrazzi (Progetto di ferrovia *), Cesare Penati (Della purificazione del gas-luce *), Attilio Pirinoli (Cenni sulla teoria della spinta delle terre *), Francesco Pisano (Delle condotte d'acqua potabile per mezzo di lunghi tubi), Ermanno Soldati (Estrazione dell'argento dai minerali di piombo), Francesco Stanzani (Cenni sulla filatura del cotone *), Giuseppe Sturla (Estrazione dello zinco da' suoi minerali, e sue principali applicazioni nelle industrie *), Antonio Tixi (Macchina a vapore orizzontale *) e Alberto Torri (Cenni sulle case operaie).

Tesi del 1873

Tesi di: Francesco Garrassini Garbarino (Le materie esplosive impiegate nelle mine) e Carlo Mosca (Il ponte Mosca sulla Dora Riparia presso Torino *).

Tesi del 1866

Tesi di: Vincenzo Adorni (Degli strumenti anemometrici e della misura dei loro coefficienti *, 2 copie), Vittorio Antonino (L'odontografo di R. Willis. Sua teoria ed uso *), Lodovico Barbò (Cenni sui concimi), Giuseppe Bernasconi (Delle incavallature per Tetti e per Tettoie *), Giovanni Berruti (Dei volanti applicati alle macchine *), Giovanni Botto (Teoria elementare delle macchina ad aria calda *), Giovambattista Bovo (Cenni di voltimetria *, 2 copie), Alberto Burzio (Sulle ferrovie in montagna e specialmente sul nuovo sistema Fell di locomozione a guida centrale pel valico del Moncenisio *), Antonio Cao Pinna (Cenni generali sulla teoria dell'urto ed in particolare delle macchine a pestare e dei magli *), Giuseppe Chiaraviglio (Cenni sulla fabbricazione del gaz. Relazione di una visita fatta dagli allievi della R. Scuola d'Applicazione degli ingegneri all'Officina della Società dei Consumatori in Torino *), Giacomo Dematteis (Cenni intorno alla fabbricazione ed alle condotte di gaz-luce), Emilio Gorgo (Flessione di solidi rettilinei appoggiati in più punti e gravati di pesi uniformemente distribuiti nella loro lunghezza *), Giovanni Gribodo (Cenni sulla trazione nelle forti pendenze coi sistemi funicolari *), Giovanni Marsaglia (Cenni sui Motori idraulici in generale e sulle Turbini in particolare *), Luigi Mascaretti (Della spinta delle terre contro i muri di sostegno *), Adolfo Mattirolo (Pompe a forza centrifuga * , 2 copie), Gaspare Mazza (Cenni sui molini a grano *), Silvio Mosca (Relazione delle esperienze fatte dagli allievi del Corso di Macchine a vapore e Ferrovie sopra una macchina ad aria calda di Ericson [Ericsson] senza rigeneratore. Conclusioni circa l'uso delle Macchine ad aria calda in generale *), Enrico Mottura (Sulla costruzione delle strade *), Giovanni Neri (Dei ponti e viadotti per strade ferrate *), Enrico Pani Panzali (Delle incavallature in ferro *), Fortunato Pautrier (Dei principali meccanismi di Trazione per superare le forti pendenze sulle Strade Ferrate *), Giovanni Quaglio (Principii di termodinamica *), Giuseppe Rocca Pakiody (Cenni sui minerali di piombo in generale e sulla Galena in particolare), Lodovico Scarabelli (Cenni sulla irrigazione dei fondi rustici *), Vittorio Sclopis (Del Planimetro Polare di Amsler. Teoria ed uso *), Giuseppe Tonta (Cenni sulla flessione piana dei solidi inizialmente curvi *, 2 copie) e Germano Vogliano (Cenni sopra alcune importanti applicazioni di termodinamica).

Tesi del 1867

Tesi di: Francesco Casati (Degli argini *) e Giuseppe Jacod (Cenni sulle ferrovie atmosferiche).

Tesi della Scuola d'applicazione per gli ingegneri

Tesi di laurea della Scuola d'applicazione per gli ingegneri di Torino e del Museo industriale, dal loro avvio sino alla seconda metà degli anni Settanta del XIX secolo. Si tratta di opuscoli a stampa, perlopiù con coperta in carta, o in cartoncino decorato. Numerose dissertazioni presentano tavole illustrate.La legge sul Riordinamento dell’Istruzione Pubblica 13 novembre 1896, n. 3725 (legge Casati) stabilisce la trasformazione dell’Istituto tecnico di Torino nella Scuola d’applicazione per gli ingegneri, annessa alla Facoltà di Scienze Fisiche e Matematiche dell’Università (artt. 53 e 309). Il successivo regolamento, approvato con R.D. 4338 del 17 ottobre 1860, prevede, per ottenere il diploma di “ingegnere laureato”, la frequenza di un corso biennale, concluso da un esame generale: “L’esame generale consisterà in una disputa attorno a una dissertazione scritta liberamente dal candidato sulle materie degli esami speciali, ed intorno a tesi di meccanica, di costruzioni e di geometria pratica. Le dissertazioni e le tesi saranno messe a stampa per cura del candidato e presentate quaranta copie alla Segreteria della Scuola almeno dieci giorni prima della disputa” (art. 24). Il regolamento annesso al R.D. 11 ottobre 1863, n. 1718 conferma quanto già in vigore per gli esami generali (art. 30), ma prevede come titolo di accesso alla Scuola, non più, come sino ad allora, la laurea in Matematica, bensì la licenza nella stessa disciplina. Contrariamente al dettato dei due regolamenti, gli esemplari presenti in collezione documentano la discussione non di tre, ma di quattro tesi, con l’aggiunta di una dal corso di Macchine a vapore.Il Museo industriale è istituito a Torino con R.D. 23 novembre 1862, n. 1001, alle dipendenze del Ministero d'Agricoltura, industria e commercio; il seguente R.D. 30 dicembre 1866, n. 1844, disciplina i corsi impartiti dal Museo, che rilasciava, dopo non meno di quattro anni di corso, il diploma di professore per gli istituti tecnici industriali e professionali e di ingegnere per le industrie meccaniche, chimiche, agricole e metallurgiche (art. 3).Il R.D. 23 novembre 1867, n. 4052, approva il nuovo regolamento della Scuola d'applicazione, al fine di coordinarne l'azione a quella del Museo industriale e dell'Accademia Albertina di Belle Arti. Oltre all'ingegneria civile, la Scuola inizia a erogare cinque nuovi corsi di laurea, quattro in ingegneria industriale (per le industrie meccaniche, chimiche, agricole e metallurgiche) e uno in architettura civile. Per i soli aspiranti ingegneri chimici e per gli architetti il corso preparatorio universitario propedeutico all'accesso alla Scuola è ridotto a due anni, per gli altri resta in vigore l'obbligo del conseguimento della licenza in Matematica, dopo tre anni di corso all'Università. Al termine del corso biennale presso la Scuola d'Applicazione, per ottenere il diploma di laurea i candidati presentavano una dissertazione su un tema a loro scelta, stampata in 50 copie (art. 3); vengono meno le tesi discusse oralmente.Il Regolamento per le Regie Scuole d'applicazione per gli ingegneri, allegato al R.D. 8 ottobre 1876, n. 3434, uniforma i requisiti d'accesso ai corsi, richiedendo la "licenza fisico-matematica" ossia aver frequentato un biennio presso la Facoltà di Scienze MFN, e prolunga la durata degli studi in ingegneria e architettura a tre anni (art. 3). Per il conseguimento della laurea era infine previsto un esame generale, diviso in due parti: la prima consiste nella "realizzazione di un progetto pratico complesso, da eseguirsi nel tempo di 15 giorni"; la seconda orale, in cui si discute il tema del progetto e le materie affini (art. 12). Nel regolamento viene meno la richiesta della dissertazione a stampa.

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