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Descrizione archivistica
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Tesi del 1765

Per il grado di laurea: Giuseppe Antonio Bruno e Paolo Giuseppe Solaro di Villanova Solaro.

Tesi del 1765

Per il grado di licenza: Carlo Michele Olivero e Carlo Antonio Piossasco di Scalenghe.Per il grado di laurea: Giuseppe Ignazio Cacherano di Osasco e Giovanni Antonio Cordero di Vonzo.

Tesi del 1766

Per il grado di aggregazione al Collegio: Giuseppe Michelangelo Billotti.

Tesi del 1770

Per il grado di licenza: Giuseppe Ottavio Grimaldi e [Giovanni Battista] Felice Zampa.Per il grado di laurea: Giovanni Francesco Lupo.

Tesi del 1770

Per il grado di licenza: Pietro Giuseppe Pinchia.Per il grado di laurea: Cesare Andrea Massera.

Tesi del 1771

Per il grado di laurea: Giovanni Maria Baussero.Per il grado di aggregazione al Collegio: Giuseppe Pullino.

Matricola di Benedetto Reordino

  • IT ASUT GIPICO Reordino
  • Unità documentaria
  • 1772
  • Parte di Altri fondi

Matricola rilasciata dal rettore dell'Università, abate Leopoldo Ripa di Giaglione, che sottoscrive, allo studente di Filosofia Benedetto Reordino di Valperga. Il documento è controfirmato anche dal segretario del Magistrato della Riforma, Tommaso Filipponi. Vi è apposto un sigillo in carta recante la scritta "Taurinensis Magistratus Regii Archigymnasii".Si tratta del documento che certifica per l'intestatario lo status di studente, coi benefici e privilegi a questa condizione connessi, tra cui il privilegio del foro.Le "Costituzioni di Sua Maestà per l'Università di Torino" del 1772, analogamente a quanto già stabilito dalle "Costituzioni di Sua Maestà per l'Università di Torino" del 1729, prevedono che il rettore, "ogni anno da noi eletto tra quattro soggetti recentemente laureati di qualsiasi Facoltà" (titolo II, capo V, 1), dia la matricola agli studenti e giudichi "tutte le differenze scolastiche, che insorgeranno fra loro" (ibidem, 4). Anche nella sezione riguardante gli studenti è ribadito che "Niuno potrà intraprendere gli studii nella Nostra Università per conseguire i gradi senza prima riportare la matricola dal Rettore, da cui non si concederà se non a quei, che avranno fatto constare al Censore di aver compiuto lo studio di Rettorica, e di avere dato saggii di idoneità per essere ammessi alla Filosofia" (titolo IV, capo IV, 1).Il privilegio del foro fu abolito con Regie Patenti del 19 febbraio 1822.

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