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Serventi, bidelli, portieri dell'Università

Richiesta di trasferimento ad altra sede presentata da Carlo Pellissetti e Giuseppe Talpone; conferma, per un anno, di Giuseppe Viroglio a inserviente presso il Gabinetto di fisica; richiesta di un compenso per il lavoro straordinario svolto nell'anno precedente presentata da Giorgio Vivaldi e Stefano Astore; aumento periodico dello stipendio conferito a Tommaso Sabre.

Inaugurazione dell'Anno Accademico. Funzione d'apertura studi, discorso

Corrispondenza con il sindaco per richiedere la presenza del corpo di musica della Guardia nazionale alla cerimonia, elenchi dei destinatari degli inviti e della copia del testo dell'orazione inaugurale.Corrispondenza relativa alla designazione dell'oratore per l'inaugurazione dell'anno accademico 1878-79, proposta spettante alla Facoltà di Giurisprudenza, e approvazione ministeriale dell'incarico conferito a C. Boncompagni di Mombello.

Consegne Loria - Jannacone

Il fascicolo contiene le minute delle relazioni di fine mandato come direttori del Laboratorio di Achille Loria (1932) e di Pasquale Jannacone (1942). Sono inoltre conservati: una relazione manoscritta di Alessandro Galante Garrone relativa a un lavoro di revisione dello schedario per soggetti della Biblioteca (la relazione non è datata; Galante Garrone sostenne l'esame di Economia politica nel 1928 e si laureò nel 1931); elenchi di libri della biblioteca già appartenuta a Vincenzo Porri (1934); elenchi di libri identificati col titolo "Deposito Jannacone"; altri elenchi di libri.

Fenoglio Giulio

Abilitazione, per titoli, in Economia politica.Nomina della commissione giudicatrice, elenco dei titoli e delle pubblicazioni, verbali e relazione della commissione, invio del decreto di abilitazione.

Tesi del 1779

Per il grado di licenza: Paolo Francesco Alessio, Carlo Giuseppe Andreani, Francesco Antonielli, Giovanni Giorgio Arcasio, Gioacchino Argenta, Stephane Audé, Prospero Balbo, Giovanni Michele Bellone, Feliciano Bergera, Giuseppe Bergera, Simon Borivent, Antoine Bron, Giuseppe Antonio Buridano, François Carelli de Bassy, Francesco Caresana di Santhià, Giuseppe Cavalli d’Olivola, Ludovico Lorenzo Cerruti, Giuseppe Demetrio Ceva di Lesegno, Vincenzo Ciochino, Carlo Francesco Cominotti, Giuseppe Amedeo Antonio Alessio Corte di Bonvicino, Giuseppe Antonio Danesi, Benedetto Desjoyaux, Francesco Ignazio Enrici, François Favre, Giovanni Stefano Gandolfo, Felice Bartolomeo Gherzi, Innocenzo Ghighetti, Felice Gilardini, Giuseppe Ludovico Lanteri, Galeazzo Maria Leardi, Guido Lingeri, Giorgio Francesco Marmanzana, Filiberto Melica, Pietro Giovanni Michelati, Pietro Paolo Michelotti, François Montreal, Francesco Saverio Morotti, Giuseppe Francesco Musso, Vincenzo Pacchiarotti, Charles François Pacoret, Paolo Gaetano Panizza, Giuseppe Panizzardi, Giuseppe Antonio Piacenza, Eugenio Pisceria, Giuseppe Emilio Prus, Giovanni Ludovico Raiberti, Lorenzo Gaetano Ravelli, Claudio Francesco Regis, Philippe Rosset, Geronimo Rota, Giovanni Francesco San Martino della Motta, Pietro Agostino Scaglia, Carlo Emanuele Stoper, Giovanni Battista Tarsis, Giovanni Giacomo Traggia, Pietro Maria Trevisi e Alessandro Vai.Per il grado di laurea: Ignazio Benisson, Carlo Biancone, Victoire Blanc, Giovanni Gaudenzio Borsotti, Giovanni Isidoro Botta, Stanislao Francesco Maria Donaudi, Joseph Garbillion, Gaetano Garone, Giovanni Pietro Magnano, Leovigildo Massa, Giacomo Valentino Moreni, Giovanni Stefano Rota, Carlo Vincenzo Sica e Giovanni Francesco Toppia.

Tesi della Scuola d'applicazione per gli ingegneri

Tesi di laurea della Scuola d'applicazione per gli ingegneri di Torino, dall'avvio sino alla seconda metà degli anni Settanta del XIX secolo. Si tratta di opuscoli a stampa, perlopiù con coperta in carta, o in cartoncino decorato. Numerose dissertazioni presentano tavole illustrate.La legge sul Riordinamento dell’Istruzione Pubblica 13 novembre 1896, n. 3725 (legge Casati) stabilisce la trasformazione dell’Istituto tecnico di Torino nella Scuola d’applicazione per gli ingegneri, annessa alla Facoltà di Scienze Fisiche e Matematiche dell’Università (artt. 53 e 309). Il successivo regolamento, approvato con R.D. 4338 del 17 ottobre 1860, prevede, per ottenere il diploma di “ingegnere laureato”, la frequenza di un corso biennale, concluso da un esame generale: “L’esame generale consisterà in una disputa attorno a una dissertazione scritta liberamente dal candidato sulle materie degli esami speciali, ed intorno a tesi di meccanica, di costruzioni e di geometria pratica. Le dissertazioni e le tesi saranno messe a stampa per cura del candidato e presentate quaranta copie alla Segreteria della Scuola almeno dieci giorni prima della disputa” (art. 24). Il regolamento annesso al R.D. 11 ottobre 1863, n. 1718 conferma quanto già in vigore per gli esami generali (art. 30), ma prevede come titolo di accesso alla Scuola, non più, come sino ad allora, la laurea in Matematica, bensì la licenza nella stessa disciplina. Contrariamente al dettato dei due regolamenti, gli esemplari presenti in collezione documentano la discussione non di tre, ma di quattro tesi, con l’aggiunta di una dal corso di Macchine a vapore.Il Museo industriale è istituito a Torino con R.D. 23 novembre 1862, n. 1001, alle dipendenze del Ministero d'Agricoltura, industria e commercio; il seguente R.D. 30 dicembre 1866, n. 1844, disciplina i corsi impartiti dal Museo, che rilasciava, dopo non meno di quattro anni di corso, il diploma di professore per gli istituti tecnici industriali e professionali e di ingegnere per le industrie meccaniche, chimiche, agricole e metallurgiche (art. 3).Il R.D. 23 novembre 1867, n. 4052, approva il nuovo regolamento della Scuola d'applicazione, al fine di coordinarne l'azione a quella del Museo industriale e dell'Accademia Albertina di Belle Arti. Oltre all'ingegneria civile, la Scuola inizia a erogare cinque nuovi corsi di laurea, quattro in ingegneria industriale (per le industrie meccaniche, chimiche, agricole e metallurgiche) e uno in architettura civile. Per i soli aspiranti ingegneri chimici e per gli architetti il corso preparatorio universitario propedeutico all'accesso alla Scuola è ridotto a due anni, per gli altri resta in vigore l'obbligo del conseguimento della licenza in Matematica, dopo tre anni di corso all'Università. Al termine del corso biennale presso la Scuola d'Applicazione, per ottenere il diploma di laurea i candidati presentavano una dissertazione su un tema a loro scelta, stampata in 50 copie (art. 3); vengono meno le tesi discusse oralmente.Il Regolamento per le Regie Scuole d'applicazione per gli ingegneri, allegato al R.D. 8 ottobre 1876, n. 3434, uniforma i requisiti d'accesso ai corsi, richiedendo la "licenza fisico-matematica" ossia aver frequentato un biennio presso la Facoltà di Scienze MFN, e prolunga la durata degli studi in ingegneria e architettura a tre anni (art. 3). Per il conseguimento della laurea era infine previsto un esame generale, diviso in due parti: la prima consiste nella "realizzazione di un progetto pratico complesso, da eseguirsi nel tempo di 15 giorni"; la seconda orale, in cui si discute il tema del progetto e le materie affini (art. 12). Nel regolamento viene meno la richiesta della dissertazione a stampa.

Tesi del 1865

Tesi di: Francesco Amandola (Dei ventilatori * ), Secondo Carena (Cenni sulle locomobili a vapore e relazione delle esperienze fatte sopra una di queste macchine della casa Barrett e C. di Londra come esercitazione del corso di Macchine a vapore e ferrovie *), Giovanni Falcioni (Macchine a colonne d'acqua *), Fermo Gazzi (senza titolo, [Sulle acque]), Quinto Gennari (Strade ferrate. Intorno ai cambiamenti di via *), Enrico Genocchi (Degli archi equilibrati *), Secondo Guaschino (Archi metallici *), Francesco Landini (Dei legnami), Luciano Lanino (Dell'infrenamento dei convogli sulle strade ferrate *), Pasquale Lavista (Cenni sul passaggio dei convogli in curva *, 2 copie), Achille Lenti (Dissertazione sul nuovo scalo per le ferrovie costrutto a Porta Nuova in Torino *), Clemente Mensio (Sui ponti pensili *), Giuseppe Montuori (Locomotiva merci a quattro cilindri - sistema Petiét *), Lanfranco Mossini (Apparecchio ortogonale parallelo per la costruzione delle volte oblique *), Celso Parvopassu (Cenni sulle chiuse stabili dei fiumi), Carlo Pelliccia (Delle strade ferrate a cavalli), Ambrogio Perincioli (Sulla costruzione delle gallerie sotterranee *), Tomaso Prinetti (Delle strade ferrate a cavalli. Determinazione del coefficiente di trazione sulla Tramway Centrale Canavese), Melchior Pulciano (Della trazione sulle strade ferrate), Giovanni Angelo Reycend (Influenza dell'Arco sullo stile Architettonico *), Pietro Rosazza (Calci, cementi, malte), Giulio Rubini (Il metodo grafico Zeuner per lo studio della distribuzione del vapore *), Giovanni Sacheri (Sulle macchine a vapori combinati. Teoria ed applicazione ad una macchina eteridrica *, 2 copie), Eugenio Sinistrario (Monografia storica delle macchine a vapore locomotive), Carlo Tamburelli (Osservazioni sulla costruzione del ponte metallico sul Po a Mezzanacorti *), Vittore Zoppetti (Ricerca dei punti di minima altezza di una catena di montagne *) e Ferdinando Maria Zucchetti (Della curva elastica dei solidi di sezione costante sottoposti a sforzi determinati).

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