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Esami di professori e maestri

Esami pubblici per professore di Filosofia razionale, di Filosofia positiva, di Umanità, di Retorica, di Grammatica superiore; maestro di quarta, quinta, sesta classe e di Grammatica superiore. Esami privati di Belle Lettere, di Filosofia e di Eloquenza. Esami di ammissione. Con rubrica.

Istituto di Orientalistica (già Indologia)

La compilazione del prospetto inizia nell'anno accademico 1962-63 (aprile 1963).Dono di pubblicazioni fatto da: Oscar Botto (recapitolazioni dal 1963-64 al 1966-67, 1968-69, 1969-70, 1973-74, 1974-75, 1977-78, 1980-81 e 1981-82); Giuliano Bonfante, Paolo Magnanelli (recapitolazione 1963-64); Margherita Bottaro (recapitolazioni 1964-65 e 1965-66); Ceresa, Paolo Minganti (recapitolazione 1969-70); Fabrizio Angelo Pennacchietti (recapitolazioni 1969-70, 1977-78 e 1980-81); Mario Piantelli (recapitolazioni 1969-70, 1972-73, 1973-74 e 1976-77); Ministero degli Esteri (recapitolazione 1970-71); Sabatino Moscati (recapitolazioni 1970-71 e 1972-73); G. Savant ed Emanuela Panattoni (recapitolazione 1972-73); Paolo Sacchi (recapitolazioni 1973-74, 1976-77, 1977-78, dal 1979-80 al 1981-82); Centro Islamico Culturale d'Italia (recapitolazione 1974-75); Japan Foundation (recapitolazioni dal 1976-77 al 1979-80); Università di Berlino, Fondazione Cini, Federico Peirone (recapitolazione 1976-77); École française d'Extrême-Orient (recapitolazioni 1977-78, dal 1979-80 al 1981-82); Mario Scalise (recapitolazione 1978-79); Vincenzo Talamo, Syriac Cultural Society, Ambasciata d'Israele, Ed. Rosenberg, Maggi, Gallo, Roncaglie, Bureau of Arabisation di Rabat (recapitolazione 1980-81); Santarcangeli, Pondichéry, Sarma (recapitolazione 1981-82).

Premii di Fondazione Dionisio

Corrispondenza con il Ministero in merito alla gestione contabile dell'eredità Dionisio.Assegnazione del premio a: Marco Levi (1° anno), Carlo Nasi (2° anno), Pietro Bernardi (3° anno), Basilio Calderini e Dalmazzo Mantelli (4° anno).

Concorso ai premi di Fondazione Dionisio

Documenti relativi ad aspetti contabili e patrimoniali del lascito; corrispondenza riguardante il concorso; verbali delle commissioni per i premi annuale e triennale. Assegnazione del premio annuale a: Virginio Mogliazza (1° anno), Ferdinando Caire (2° anno), Edoardo Miaglia (3° anno), Pietro Bernardi (4° anno).Assegnazione del premio triennale: premio principale a Giuseppe Carle, dottore aggregato al Collegio della Facoltà di Giurisprudenza, e premio accessorio a Eusebio Garizio, dottore aggregato al Collegio della Facoltà di Lettere e filosofia.

Liberi insegnanti

Corrispondenza relativa allo svolgimento di corsi liberi e autorizzazioni del ministro a: C. Tomati per Anatomia microscopica; G. Fissore, che indica anche gli argomenti del corso, per Patologia generale; Caio Peyrani per Ovologia ed embriologia; Guglielmo Rossi per Scienza delle finanze; Pier Carlo Boggio per i corsi liberi di Filosofia del diritto e di Diritto internazionale; Andrea Rava per Lingua araba; Francesco Mouchet per Filosofia morale.Due distinte richieste di autorizzazione a tenere un corso semestrale inviate dal professor Bartolomeo Zavateri: nel febbraio per un corso libero di Filosofia del diritto e nel marzo per un corso di Diritto internazionale marittimo.

Rivolta del 1821

Quattro tavole a stampa raffiguranti l'attacco dei soldati contro gli studenti asserragliati nel cortile dell'Università durante le agitazioni del 1821:"Massacro degli studenti nell'università di Torino". Incisione di Giacomo Carelli su disegno di Antonio Masutti, estratta da Pietro Corelli, La Stella d’Italia, o nove secoli di casa Savoia, IV, Alessandro Ripamonti, Milano, 1862, tav. III; la seconda copia della medesima incisione, proveniente da un volume non noto, è invece accompagnata dalla didascalia "... a colpi di spada e di bajonetta assalgono quei giovinetti inermi. (Pag. 408)";"I disordini universitarii d'altri tempi: Rivolta degli studenti torinesi nel 1821". Senza autore, estratto da «Illustrazione popolare. Giornale per le famiglie», XXXII, n. 15, 10 marzo 1895, copertina;"La rivolta degli studenti dell'Università di Torino nel 1821". Illustrazione di Tancredi Scarpelli estratta da Paolo Giudici, Storia d'Italia, IV, Il Risorgimento, Nerbini, Firenze, 1958, tav. 19.Efiglio Giglio- Tos, Albori di Libertà. Gli Studenti di Torino nel 1821, Casa Editrice Renzo Streglio, Torino-Genova-Milano, 1906.L’11 gennaio 1821, al Teatro d’Angennes, alcuni studenti indossano un berretto di lana rossa con fiocco nero, colori caratteristici delle insegne carbonare, e per questo all’uscita sono arrestati dai carabinieri, in violazione del privilegio del foro. Il giorno dopo, per protesta, centinaia di studenti occupano il cortile dell’Università e vi si barricano, chiedendo la liberazione dei compagni. Nonostante la mediazione di Prospero Balbo, capo del Magistrato della Riforma, Ignazio Thaon di Ravel, governatore militare della città di Torino, ordina di sedare con la forza il tumulto. Le truppe, abbattuto il cancello su via Po, irrompono nel cortile, inseguono i giovani al piano superiore e fin nella cappella e ne feriscono una trentina a colpi di baionetta e sciabola. Ci sono arresti e ricoveri nell’Ospedale di San Giovanni. Una protesta sorta spontaneamente contro la violazione delle vecchie libertà universitarie assume un significato politico, anche in virtù del malcontento per le condizioni dell’Università, che nel 1814 era stata epurata di alcuni tra i migliori docenti, a causa della loro partecipazione alle vicende rivoluzionarie e alla collaborazione con il regime napoleonico, e sottoposta a un controllo ideologico soffocante.Molti studenti, insieme ad alcuni docenti e numerosi “ripetitori” del Collegio delle Province, prendono parte al movimento insurrezionale di marzo. Dopo la sconfitta di Novara a opera dell’esercito austriaco alcuni esulano in Spagna, tra cui tre degli studenti che avevano indossato il berretto rosso; altri sono arrestati.L’Università resta a lungo chiusa e sono adottati provvedimenti per evitare gli assembramenti di giovani in città, stabilendo che si istruiscano nelle città di provenienza. Nel 1822 è abolito il privilegio del foro, soppresso il Collegio delle Province e approvato un Regolamento in cui i doveri religiosi e il controllo costante su abitudini di vita e condotta suscitano sentimenti di ribellione.

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