Facoltà di Agraria e suoi precedenti
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Parte diUniversità degli Studi di Torino
Istituita con R. D. 6 agosto 1935, n. 1520 Istituzione della Facoltà di Agraria presso la Regia Università di Torino.
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Facoltà di Agraria e suoi precedenti
Parte diUniversità degli Studi di Torino
Istituita con R. D. 6 agosto 1935, n. 1520 Istituzione della Facoltà di Agraria presso la Regia Università di Torino.
Parte diUniversità degli Studi di Torino
Parte diAltri fondi
Bechis, Ernesto Francesco Gabriele
Parte diAltri fondi
Bechis, Michele Aniceto
Parte diUniversità degli Studi di Torino
Copie del decreto ministeriale del 9 ottobre 1912 di nomina della Commissione, minute dei verbali delle adunanze della Commissione dal 18 ottobre 1912 al 16 maggio 1913, corrispondenza.
Commissione per la sistemazione delle Biblioteche Nazionale e Civica di Torino nel palazzo del Debito pubblico
Centro di studi fisico-biologici dell'Università di Torino
Parte diUniversità degli Studi di Torino
Nella seduta del Consiglio di Amministrazione in data 17 gennaio 1958 è approvato lo schema di convenzione tra l’Università di Torino e la società per azioni F.I.A.T., da cui si apprende: “Il Centro ha lo scopo di promuovere le ricerche relative alle radiazioni di elevata energia e le applicazioni della fisica delle particelle elementari alla medicina e alla biologia. A tal fine il Centro utilizzerà il betatrone da 31 MeV (megaelettronvolt) impiantato nei locali della Clinica medica dell’Università di Torino, betatrone di proprietà del C.N.R.” concesso in uso all’Università fino al 1984.” La direzione del Centro era affidata a un consiglio direttivo composto dal direttore dell’Istituto fisico dell’Università in qualità di presidente, dal direttore della Clinica medica generale dell’Università, da un direttore di divisione F.I.A.T., dal direttore della sezione Energia nucleare della F.I.A.T., dal dirigente del reparto radiologico della Clinica medica e consulente della F.I.A.T. con funzioni di segretario (art. 2). Il Centro era finanziato alla pari dai due soggetti per un totale di dieci milioni di lire. La quota universitaria proveniva per un terzo dall’Istituto fisico, un terzo dalla Clinica medica, un terzo dal bilancio generale (art.4).
Il Centro così organizzato succede al Centro di studi fisico – biologici del Consiglio Nazionale delle Ricerche, attivo dal 1954 al 30 giugno 1957. Il materiale già in uso al Centro precedente è concesso in uso all’Università per trent’anni.
La composizione iniziale del consiglio direttivo, in data 31 gennaio 1958, risulta la seguente: Gleb Wataghin, direttore dell’Istituto fisico, Pio Bastai, direttore della Clinica medica generale, Arnoldo Fogagnolo, direttore della Divisione Mare F.I.A.T., Giulio Cesoni, dirigente della sezione Energia nucleare della F.I.A.T., Bartolomeo Bellion, dirigente dell’Istituto radiologico della Clinica medica generale.
Il Centro ebbe sede presso la Clinica medica generale dell’Università, in corso Polonia 14.
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Il riassetto dell’istruzione superiore promosso da Vittorio Amedeo II con le Regie Costituzioni del 1721 segnò una svolta per l'Università di Torino. In questo contesto, alle Facoltà di Teologia, Giurisprudenza e Medicina fu aggregato il Collegio dei Chirurghi (fondato nel 1676), segnando l'ingresso ufficiale della chirurgia nell'alveo accademico. Al Collegio spettava non solo la formazione degli aspiranti chirurghi e il rilascio delle licenze per l’esercizio della professione (distinte tra "città" e "terre e villaggi"), ma anche il conferimento del titolo di "chirurgo collegiato di Torino".
Nel corso del Settecento, la legislazione sabauda ampliò progressivamente il percorso formativo, integrando la teoria con un’intensa pratica clinica nelle corsie ospedaliere. La durata degli studi passò da un solo anno (1721) a tre anni nel 1729, fino a raggiungere i cinque anni nel 1738, con un correlato aumento del rigore e del numero degli esami. Oltre alla chirurgia, il Collegio esercitava una stretta vigilanza sulle professioni paramediche: valutava e abilitava flebotomisti, oculisti, litotomi (urologi), dentisti, levatrici, curatori di lussazioni e persino barbieri e cerretani.
L’occupazione francese interruppe questo assetto, imponendo il modello napoleonico. Con il Règlement pour l'école de médicine de Turin del 1803, la Scuola di Medicina passò sotto il controllo del Ministero degli Interni francese, assorbendo la formazione chirurgica. A questo periodo corrisponde una lacuna documentale nei registri d'archivio.
Il seme dell’innovazione però era ormai germogliato e anche una volta ristabilito l’ordine pre-napoleonico durante la Restaurazione, dopo poco Chirurgia divenne Facoltà autonoma (Regio Biglietto n. 237 del 10 ottobre 1815). Quattro i gradi che poteva conferire: di chirurgo con sola approvazione (per la sola pratica in provincia) o con titolo accademico di baccellierato, di licenza e di laurea. Inoltre alla Facoltà continuava a competere la formazione di flebotomisti (3 anni) e ostetriche (6 mesi) e il rilascio delle relative patenti, oltre a quelle per dentisti e oculisti.
Un primo esperimento di unificazione della Facoltà chirurgica a quella medica si ha nel 1832 quando, in seguito alla chiusura dell’Ateneo per volere di Carlo Felice intimorito dai moti del 1831, i corsi vennero riorganizzati nelle provincie e tenuti nelle cosiddette Scuole secondarie medico-chirurgiche delle Provincie.
Tra il 1837 e il 1839 il percorso comune alle due lauree venne portato a quattro anni: dopo l’esame privato del quarto anno lo studente avrebbe scelto quale titolo conseguire.
I medici interessati ad esercitare anche la chirurgia, erano tenuti a seguirne il quinto anno e sostenere il solo esame privato di laurea. Ugualmente i chirurghi interessati ad ottenere anche il titolo di medico.
La definitiva unificazione della Facoltà chirurgica a quella medica avviene infine nel 1844, sancita nel Regolamento per la Facoltà medico-chirurgica approvato con Regio Biglietto del 25 luglio 1844.
Comunicazione e Relazioni esterne
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Bilanci, entrate, spese, giornali di cassa, tasse.
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Il capo III "Delle Segreterie delle Università" del R.D. 4 luglio 1857 "Nuovo regolamento per le attribuzioni dei rettori, vice-rettori, dei presidi e consigli delle Facoltà e delle segreterie delle Università del Regno" (artt. 43-51) prevede l'esistenza di un segretario, di "sostituiti segretari delle Facoltà" e dell'economo operanti sotto la sua vigilanza. Prevede dunque lo smistamento della corrispondenza all'uno o agli altri "secondo la natura degli affari a cui si riferiscono". Tra i registri la cui tenuta spetta al segretario figurano: "1° Protocollo per registrarvi il sunto delle lettere o delle domande che non si riferiscono ai protocolli speciali delle Facoltà [...]; 2° Registro per copiare in esteso le note ed i decreti ministeriali [...]; 5° Registro per trascrivervi le intimazioni dei concorsi, gli avvisi e gli ordini che si pubblicano nell'Università o nella gazzetta ufficiale [...]." La stessa organizzazione è prevista nel capo XIII del Regolamento Universitario approvato con R.D. 20 ottobre 1860, n. 4373 relativo alle segreterie dell'Università (artt. 276-281). A partire dal 1929 è attestata la registrazione e archiviazione in serie separata della corrispondenza ritenuta riservata.
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