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Verbali degli esami privati di matematica e architettura (1847-61)

Con rubrica.Il R.D. 4 novembre 1851 n. 1284 contenente il Regolamento provvisorio per la Facoltà di Scienze fisiche e matematiche conferma la disciplina previgente per quel che concerne i "corsi quadriennali degli aspiranti al grado di Ingegnere idraulico e di Architetto civile", normati dal Manifesto del Magistrato della Riforma del 4 ottobre 1847, che prevede una durata di quattro anni per i corsi di Matematica e Architettura, con esami privati alla fine di ciascun anno e un esame pubblico finale per conseguire la qualifica rispettivamente di ingegnere idraulico e architetto civile.

Temi per esami pubblici di laurea in Ingegneria idraulica e Architettura civile dal 1838-39 al 1861-62

Raccolta di temi assegnati ai candidati per l'esame pubblico di laurea in Ingegneria idraulica o/e Architettura civile presso la Regia Università di Torino. Dall'anno accademico 1849-50 in poi, oltre al tema assegnato, sono indicati anche gli argomenti estratti a sorte, oggetto di interrogazione orale, relativi alle materie Idraulica, Meccanica e Costruzione per la laurea in Ingegneria idraulica e relativi a Meccanica, Costruzione e Geometria pratica per la laurea in Architettura civile.

Verbali degli esami privati e pubblici di Matematica e Architettura e per agrimensore e misuratore

Il Manifesto del Magistrato della Riforma sopra gli studi del 3 ottobre 1822 prevede una durata di quattro anni per il corso di Matematica ed idraulica, per gli aspiranti al titolo di ingegnere idraulico, di tre per il corso di Architettura civile (quattro dal 1834), per gli aspiranti al titolo di architetto civile. Dopo aver superato gli esami privati dei primi tre anni, alla fine del quarto anno gli studenti di Matematica sono ammessi all'esame pubblico, consistente in "uno scritto ragionato ... accompagnato dagli opportuni calcoli e disegni". Se approvati, ottengono il titolo di ingegnere idraulico. Gli studenti di Architettura civile, dopo un primo anno ed esame analogo agli studenti di Matematica. "frequenteranno la scuola d'architettura civile". Già alla fine del terzo anno è previsto "un lavoro coi disegni regolari sugli ordini architettonici sopra il tema che gli avrà assegnato il professore di architettura". Al termine del quarto anno lo studente è ammesso all'esame di Architettura civile, consistente in una "invenzione architettonica su di un tema proposto in iscritto dal professore di Architettura". Se approvato, ottiene il titolo di architetto civile (cfr. Raccolta dei sovrani provvedimenti relativi agli studenti, al corso scolastico, ai gradi accademici..., Torino, Stamperia Reale, 1839, pp. 97-109).Il Manifesto del Magistrato della Riforma del 4 ottobre 1847 conferma in quattro anni la durata dei corsi di Matematica e Architettura, con esami privati alla fine di ciascun anno e un esame pubblico finale per conseguire la qualifica rispettivamente di ingegnere idraulico e architetto civile. E' prevista la possibilità di passare da un corso all'altro, a patto di sostenere gli esami dovuti. Gli ingegneri idraulici possono sostenere l'esame di architetto civile trascorsi tre mesi, senza dover seguire ulteriori corsi. Gli architetti civili possono sostenere l'esame per ingegnere idraulico "dopo aver frequentato per un anno la scuola d'Idraulica ed aver sostenuto un esame privato sulla Analisi e sulla Meccanica" (art. 31).La verbalizzazione degli esami pubblici per il conseguimento dei titoli di architetto civile e di ingegnere idraulico si interrompe nel 1846 (p. 222 del registro con segnatura SC. LETT.- Esami Mat. Arch. 1845-47 http://atom.unito.it/index.php/esami-di-matematica-di-architettura-misuratori-e-agrimensori-2) e non risultano conservati registri dedicati alla verbalizzazione di questi soli esami.Registri con rubrica.

Carte dell'economo

  • IT ASUT CORRISPONDENZA - Carte Economo 1801-51
  • Unità archivistica
  • 1801; 1806; 1812; 1816; 1818 - 1822; 1826 - 1827; 1830 - 1831; 1834 - 1837; 1842 - 1843; 1847 - 1848; 1851
  • Parte di Università degli Studi di Torino

Carte relative alla Biblioteca: "Calcolo delle spese a farsi per rendere terminata la nuova Biblioteca ...", sottoscritto in data 13 dicembre 1801 da Giovanni Francesco Anselmi, "mastro estimatore ed assistente"; minuta non datata di "Nota delle spese per il trasporto delle scanzie di varie librerie alla Biblioteca dell'Università, a cui si dié principio li 3 settembre"; minuta non datata e mutila di "Nota delle spese fatte per il trasporto alla Biblioteca dell'Ateneo Nazionale di tutte le scanzie spettanti già alle librerie dei soppressi conventi di S. Agostino, di S. Domenico, di S. Dalmazzo e di S. Teresa".Carte relative all'acquisto da parte dell'Università di un Laboratorio di Chimica farmaceutica ceduto dal professor Benedetto Bonvicino per franchi 16.291,40 nel 1805 e al successivo contenzioso con i suoi eredi, che nel 1812 lamentano di non aver potuto esigere due dei tre crediti attraverso cui l'Università aveva pagato l'acquisto. Il rettore dell'Università Prospero Balbo, supportato da due pareri espressi dalla Facoltà di Giurisprudenza, ritiene che gli eredi debbano rivolgersi piuttosto al governo, poiché l'Università di Torino non è succeduta in diritti e oneri all'Amministrazione economica dell'Ateneo dell'epoca del Governo francese.Carte relative ai locali del soppresso convento dei Padri Trinitari scalzi e chiesa di San Michele passati all'Ospedale maggiore di San Giovanni nel 1801 e in parte assegnati alla scuola di Anatomia dell'Università, che nel 1816 necessita di un ampliamento (copia di due lettere indirizzate dal conte Borgarelli al marchese Giancarlo Brignole, presidente capo del Magistrato della Riforma).Richiesta sottoscritta da Ferrerio, sostituto del signor causidico Danesio, in rappresentanza dell'Università, per riottenere le rendite sui "monti" (30 aprile 1816, con allegati tre documenti del 1808 in copia)."Procura generale per parte della Regia Università in data 20 luglio 1816 ricevuta Cassio in capo dell'illustrissimo signor marchese [Alessandro] Carron di San Tommaso ed altra in data del 12 agosto detto anno ricevuta Danesio in capo dell'illustrissimo signor conte Giuseppe Defornari Commissario Generale della liquidazione per li Stati di S.M.".Copia di relazione del professore di Fisica Giorgio Follini e dell'assistente alla cattedra di Chimica medico-farmaceutica Giuseppe Lavini su presunti fenomeni vulcanici verificatisi sul monte di San Giorio, nei pressi di Bussoleno (30 luglio 1818).Nota di lavori eseguiti dal tappezziere Fiorina (settembre 1819)."Nota dei pezzi di marmo fatti formare dalli signori fratelli Massaglia al Rocco della Col... situato nel territorio di Bossoleno [sic per Bussoleno] ..." sottoscritta in data 18 luglio 1820 da Giacinto Gianone a Giacomo Spalla, professore di scultura.Nota di ricezione di un telescopio da parte di Francesco Brizio di Castellazzo, convittore della Regia Congregazione di Superga (7 settembre 1820).Lettera del professor Giacomo Spalla che deplora proposte di modifica da altri fatte al suo progetto per "far eseguire in marmo la grande porta e la sovrastante loggia per la casa del signor conte Massa", prendendo come modello la casa Tana (11 maggio 1821).Appunto di Provana indirizzato all'abate Migliore e nota di quest'ultimo circa i locali "in cui si potrebbe stabilire la massa, magazzini e laboratori della Brigata di Cuneo" (non datati, forse del 1821 o 1822).Quietanza relativa all'acquisto da parte della Parrocchia di Volpiano delle scansie antiche del Museo di Storia naturale (5 marzo 1822).Nota indirizzata da Cesare Saluzzo all'abate Migliore in cui chiede gli siano prestati o venduti, ad uso della Scuola dell'Accademia militare, "de' modelletti della Geometria descrittiva che stanno fuori d'uso ..." (27 maggio, non reca l'anno, si presume 1821 o 1822)."Carte Bertina", relative a un credito di Elisabetta Bertina verso il Collegio delle Province (l'ultimo documento è datato 1827).Carte relative a lavori da eseguire nel palazzo detto Collegio dei Nobili, dove hanno sede il Museo di Storia naturale e l'archivio delle Regie Finanze, a seguito del trasferimento in altra sede della Stamperia Reale: è presente un progetto dell'architetto Giuseppe Talucchi (6 giugno 1831).Carte relative a lavori da eseguire nei locali del Collegio del Carmine ad uso delle Scuole di latinità (1835).Copia di "Convenzione privata tra la Regia Università degli studi di Torino e la Società della Stamperia Reale (1836)."Estratti d'articoli di deliberazioni prese dall'eccellentissimo Magistrato della Riforma ..." dal 1820 al 1840 sul lascito Balbo.Due lettere di Michele Benso di Cavour, vicario di Polizia della Città di Torino, circa la spazzatura della neve e il "collocamento in opera di una mensola ferrata al balcone sovraposto all'arco corrispondente alla bottega del macchinista Jest" (1842).Carte dell'economo del 1843 e documenti relativi al bilancio del 1847 e 1848.Bozza di verbale di una seduta del Consiglio Universitario del 1851.Tra carte varie non datate si segnala un appunto di Timoteo Migliore, a lungo direttore dell'Azienda della Regia Università, in cui espone le vicende della prima parte della propria vita: nel 1796 fu nominato dal vescovo di Saluzzo Lovera ripetitore nel seminario vescovile della città, "colla particolare ispezione sulla libraria" ed esercitò questo ruolo finché il seminario non fu chiuso per la morte del vescovo, avvenuta l'11 febbraio 1799, e "per le luttuosissime vicende di quei tempi". Nel luglio 1800 divenne assistente sovrannumerario e poi effettivo nella Biblioteca dell'Università.

Fogliato, Rinaldo

  • IT ASUT FOGLIATO
  • Raccolta
  • 1890 - 1938
  • Parte di Altri fondi

Dispense e libri di testo in uso nella Facoltà di Medicina e chirurgia. Francesco Paolo Mazza per Chimica biologica, Ferruccio Vanzetti per Anatomia patologica, Mario Chiò per Famacologia, Luigi Caporale per Urologia furono certamente docenti di Rinaldo Fogliato, durante la sua permanenza all'Università.Sono presenti anche una raccolta antologica di autori latini (dentro cui è presente una versione dall'italiano in latino, datata 9 febbraio 1934) e un'orazione di Lisia, certamente utilizzati da Fogliato durante gli anni trascorsi al Liceo Gioberti.

Fogliato, Rinaldo

Lezioni di Meccanica razionale 1862-63

Testo delle 140 lezioni tenute dal 17 novembre 1862 al 30 giugno 1863, corrispondenti al corso completo.E' presente il sommario dalla lezione 33.a all'ultima, mentre il sommario delle precedenti, relative alla Cinematica, è stato omesso dallo stesso Erba.

Scuola superiore di Metodo

La Scuola di Metodo normale fu istituita presso l’Università con il R. Biglietto del 4 giugno 1844, reso esecutivo col Manifesto del Magistrato della Riforma n. 444 del 10 luglio 1844, allo scopo di formare i maestri della Scuola elementare. A seconda dell'abilità dimostrata in sede d'esame, gli allievi conseguivano le Patenti di maestro di prima o di seconda scuola elementare; solo ai candidati più meritevoli erano concesse le Patenti di professore di Metodo, in previsione dell’apertura di scuole di Metodo provinciali. La scuola inaugurò il 26 agosto: fu Ferrante Aporti a tenere le lezioni, concluse il 30 settembre e seguite dagli esami scritti e orali.Le R. Lettere-Patenti n. 515 del 1° agosto 1845 istituirono, a fianco della prima Scuola superiore di Metodo, le Scuole provinciali di Metodo, destinate a formare i maestri elementari; diversamente, alla Scuola superiore presso l’Ateneo rimaneva in capo la sola formazione dei professori di Metodo. Il regolamento annesso stabiliva per il corso superiore di Metodo la durata di un anno scolastico, da novembre a giugno. Le lezioni erano tenute da un professore, coadiuvato da due assistenti e da un maestro di disegno lineare. Per accedere all'esame di ammissione era necessario aver già frequentato un corso presso una Facoltà (per gli ecclesiastici non graduati era sufficiente l’attestato vescovile di frequenza al corso teologico nella diocesi d’appartenenza) e i corsi di Zoologia, Mineralogia, Botanica e Chimica Generale (la Patente di professore di Filosofia era accettata come titolo equipollente). L’esame orale verteva su queste quattro discipline e sulla Filosofia razionale ed era sostenuto con i rispettivi docenti e il professore di Metodo. A fine corso era previsto un esame scritto e uno orale alla presenza del professore, dei due assistenti, del maestro di disegno e di tre membri del Collegio di Scienze e Lettere: chi conseguiva le patenti era abilitato al ruolo di assistente presso le Scuole di Metodo provinciali e dopo due anni al ruolo di professore.A partire dal 1849-50 il «Calendario scolastico» indica come biennale la durata del corso per conseguire il grado di professore di Metodo: "Nel 1° anno si studiano la Chimica generale, la Mineralogia, la Botanica e Zoologia, sostenendo poscia un esame di promozione su tutte le materie che formano l’argomento degli studi delle quattro classi elementari. Nel 2° anno gli alunni frequentano le lezioni teorico-pratiche sulla Pedagogia e sul Metodo generale e speciale proprio delle scuole elementari. Di questo insegnamento sono incaricati un professore e un assistente” (divenuti due a partire dall'anno seguente).Il R.D. n. 1281 del 24 ottobre 1851 aggiunse alle cinque materie previste per l’esame di ammissione gli Elementi di Aritmetica e Geometria, suddividendo lo svolgimento della prova in due sedute con votazione distinta: il superamento della prima costituiva requisito di accesso alla seconda. Il R.D. n. 1306 del 17 dicembre 1851 separò la cattedra di Metodo generale dalla classe di Lettere, per ascriverla a quella di Filosofia.La “legge Casati” (R.D.Lgs. n. 3725 del 13 nov. 1859, art. 357) istituisce infine nove Scuole normali per gli allievi maestri, facendo venir meno le Scuole provinciali di Metodo. Non risulta più prevista la Scuola superiore di Metodo presso l'Università.

Quadreria

Stefano Chiantore, Ritratto di monsignor Luigi Fransoni, Olio su tela, mm 895 x 710, 1832;Anonimo , Ritratto di Vittorio Amedeo II di Savoia, Olio su tela, mm 665 x 490, fine XVII – inizio XVIII secolo;Anonimo piemontese, Santa Caterina d’Alessandria, Olio su tela, mm 1010 x 780, Fine XVII secolo.

Studenti nel 1848

Documenti inerenti il ruolo e le iniziative studentesche nel frangente del Quarantotto:"Brindisi e discorsi letti in occasione del pranzo degli studenti il 20 dicembre 1847", Tipografia Zecchi e Bona, Torino, 1847 (2 copie).Dedicato al ministro della Pubblica istruzione Cesare Alfieri di Sostegno, l'opuscolo raccoglie i discorsi di Roberto d'Azeglio, Cesare Balbo, Gian Lorenzo Cantù, Giacomo Durando, Folliet Gaspard, Giulia Molino-Colombini, Olimpia Savio-Rossi e del rabbino maggiore di Torino, testimoniando il caloroso sostegno da parte degli studenti al processo riformatore promosso da Carlo Alberto.manifesto a firma del ministro della Pubblica istruzione Carlo Boncompagni di Mombello sulle agevolazione concesse agli studenti arruolati per le campagne militari, 21 marzo 1848.Nel fervore delle Cinque giornate di Milano (18-22 marzo 1848), il manifesto dimostra l'interesse del Governo a tener vivo l'ardore dei giovani per la causa risorgimentale, tramite la concessione di facilitazioni a coloro che si fossero arruolati e garantendo la possibilità di sostenere gli esami e di non perdere l'anno anche se sotto le armi.appello dell'Associazione universitaria di Torino alla Guardia nazionale, 16 marzo 1849 (firmato La Commissione Esecutiva: Maccia, Sodani, Della-Cella, Torti, Pavese, De-Lorenzi, Ajreni, Gandolfi).Alla vigilia della battaglia di Novara, gli studenti fanno appello al corpo militare affinché si mantenga leale a Carlo Alberto e si faccia garante delle sue riforme, contro le "fazioni retrograde sopite, ma non dome, o la scaltrezza austriaca".

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