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1.19 Affari generali. Tabelle, quadri, specchi statistici, elenchi mensili degli stipendi

Facendo seguito ad una richiesta del ministro, viene compilato un elenco delle studentesse iscritte dall'anno 1877-78 con i rispettivi corsi di laurea. Nella minuta della lettera di accompagnamento della tabella il rettore, Michele Lessona, aggiunge di suo pugno "Frequentatissimo da signore d'ogni età, fra cui molte giovinette che vengono e vanno sole, e prendono appunti e danno segno di molti studii, è il corso di letteratura italiana del professore Arturo Graf."

Rivolta del 1821

Quattro tavole a stampa raffiguranti l'attacco dei soldati contro gli studenti asserragliati nel cortile dell'Università durante le agitazioni del 1821:"Massacro degli studenti nell'università di Torino". Incisione di Giacomo Carelli su disegno di Antonio Masutti, estratta da Pietro Corelli, La Stella d’Italia, o nove secoli di casa Savoia, IV, Alessandro Ripamonti, Milano, 1862, tav. III; la seconda copia della medesima incisione, proveniente da un volume non noto, è invece accompagnata dalla didascalia "... a colpi di spada e di bajonetta assalgono quei giovinetti inermi. (Pag. 408)";"I disordini universitarii d'altri tempi: Rivolta degli studenti torinesi nel 1821". Senza autore, estratto da «Illustrazione popolare. Giornale per le famiglie», XXXII, n. 15, 10 marzo 1895, copertina;"La rivolta degli studenti dell'Università di Torino nel 1821". Illustrazione di Tancredi Scarpelli estratta da Paolo Giudici, Storia d'Italia, IV, Il Risorgimento, Nerbini, Firenze, 1958, tav. 19.Efiglio Giglio- Tos, Albori di Libertà. Gli Studenti di Torino nel 1821, Casa Editrice Renzo Streglio, Torino-Genova-Milano, 1906.L’11 gennaio 1821, al Teatro d’Angennes, alcuni studenti indossano un berretto di lana rossa con fiocco nero, colori caratteristici delle insegne carbonare, e per questo all’uscita sono arrestati dai carabinieri, in violazione del privilegio del foro. Il giorno dopo, per protesta, centinaia di studenti occupano il cortile dell’Università e vi si barricano, chiedendo la liberazione dei compagni. Nonostante la mediazione di Prospero Balbo, capo del Magistrato della Riforma, Ignazio Thaon di Ravel, governatore militare della città di Torino, ordina di sedare con la forza il tumulto. Le truppe, abbattuto il cancello su via Po, irrompono nel cortile, inseguono i giovani al piano superiore e fin nella cappella e ne feriscono una trentina a colpi di baionetta e sciabola. Ci sono arresti e ricoveri nell’Ospedale di San Giovanni. Una protesta sorta spontaneamente contro la violazione delle vecchie libertà universitarie assume un significato politico, anche in virtù del malcontento per le condizioni dell’Università, che nel 1814 era stata epurata di alcuni tra i migliori docenti, a causa della loro partecipazione alle vicende rivoluzionarie e alla collaborazione con il regime napoleonico, e sottoposta a un controllo ideologico soffocante.Molti studenti, insieme ad alcuni docenti e numerosi “ripetitori” del Collegio delle Province, prendono parte al movimento insurrezionale di marzo. Dopo la sconfitta di Novara a opera dell’esercito austriaco alcuni esulano in Spagna, tra cui tre degli studenti che avevano indossato il berretto rosso; altri sono arrestati.L’Università resta a lungo chiusa e sono adottati provvedimenti per evitare gli assembramenti di giovani in città, stabilendo che si istruiscano nelle città di provenienza. Nel 1822 è abolito il privilegio del foro, soppresso il Collegio delle Province e approvato un Regolamento in cui i doveri religiosi e il controllo costante su abitudini di vita e condotta suscitano sentimenti di ribellione.

Lezioni di Meccanica razionale 1862-63

Testo delle 140 lezioni tenute dal 17 novembre 1862 al 30 giugno 1863, corrispondenti al corso completo.E' presente il sommario dalla lezione 33.a all'ultima, mentre il sommario delle precedenti, relative alla Cinematica, è stato omesso dallo stesso Erba.

Verbali degli esami privati e pubblici di Matematica e Architettura e per agrimensore e misuratore

Il Manifesto del Magistrato della Riforma sopra gli studi del 3 ottobre 1822 prevede una durata di quattro anni per il corso di Matematica ed idraulica, per gli aspiranti al titolo di ingegnere idraulico, di tre per il corso di Architettura civile (quattro dal 1834), per gli aspiranti al titolo di architetto civile. Dopo aver superato gli esami privati dei primi tre anni, alla fine del quarto anno gli studenti di Matematica sono ammessi all'esame pubblico, consistente in "uno scritto ragionato ... accompagnato dagli opportuni calcoli e disegni". Se approvati, ottengono il titolo di ingegnere idraulico. Gli studenti di Architettura civile, dopo un primo anno ed esame analogo agli studenti di Matematica. "frequenteranno la scuola d'architettura civile". Già alla fine del terzo anno è previsto "un lavoro coi disegni regolari sugli ordini architettonici sopra il tema che gli avrà assegnato il professore di architettura". Al termine del quarto anno lo studente è ammesso all'esame di Architettura civile, consistente in una "invenzione architettonica su di un tema proposto in iscritto dal professore di Architettura". Se approvato, ottiene il titolo di architetto civile (cfr. Raccolta dei sovrani provvedimenti relativi agli studenti, al corso scolastico, ai gradi accademici..., Torino, Stamperia Reale, 1839, pp. 97-109).Il Manifesto del Magistrato della Riforma del 4 ottobre 1847 conferma in quattro anni la durata dei corsi di Matematica e Architettura, con esami privati alla fine di ciascun anno e un esame pubblico finale per conseguire la qualifica rispettivamente di ingegnere idraulico e architetto civile. E' prevista la possibilità di passare da un corso all'altro, a patto di sostenere gli esami dovuti. Gli ingegneri idraulici possono sostenere l'esame di architetto civile trascorsi tre mesi, senza dover seguire ulteriori corsi. Gli architetti civili possono sostenere l'esame per ingegnere idraulico "dopo aver frequentato per un anno la scuola d'Idraulica ed aver sostenuto un esame privato sulla Analisi e sulla Meccanica" (art. 31).La verbalizzazione degli esami pubblici per il conseguimento dei titoli di architetto civile e di ingegnere idraulico si interrompe nel 1846 (p. 222 del registro con segnatura SC. LETT.- Esami Mat. Arch. 1845-47 http://atom.unito.it/index.php/esami-di-matematica-di-architettura-misuratori-e-agrimensori-2) e non risultano conservati registri dedicati alla verbalizzazione di questi soli esami.Registri con rubrica.

Tesi del 1872

Per il grado di aggregazione al Collegio della Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali: Galileo Ferraris (Sulla teoria matematica della propagazione dell'elettricità nei solidi omogenei).

Verbali degli esami privati di matematica e architettura (1847-61)

Con rubrica.Il R.D. 4 novembre 1851 n. 1284 contenente il Regolamento provvisorio per la Facoltà di Scienze fisiche e matematiche conferma la disciplina previgente per quel che concerne i "corsi quadriennali degli aspiranti al grado di Ingegnere idraulico e di Architetto civile", normati dal Manifesto del Magistrato della Riforma del 4 ottobre 1847, che prevede una durata di quattro anni per i corsi di Matematica e Architettura, con esami privati alla fine di ciascun anno e un esame pubblico finale per conseguire la qualifica rispettivamente di ingegnere idraulico e architetto civile.

Affari diversi

Tutte le carte sono relative alle iniziative promosse e coordinate dal "Comitato centrale di soccorso pei danneggiati dal terremoto della Calabria e Sicilia". Risulta attivo anche un "Comitato centrale piemontese". Col medesimo scopo si costituì un "Comitato universitario torinese", di cui è conservata una "Pubblicazione fatta a benefizio delle vittime del terremoto - numero unico", che dà conto nella prima pagina di tutte le iniziative intraprese nell'Università e presenta scritti di Francesco Ruffini, Giovanni Boccardi, Rodolfo Renier, Pio Foà, Giampietro Chironi, Luigi Pagliani, Italo Pizzi, Dino Mantovani, Ottavio Zanotti Bianco, Benedetto Soldati, Efisio Giglio Tos, Giuseppe De-Luca.Tra i provvedimenti assunti dal Ministero della Istruzione pubblica ci fu l'ammissione degli studenti già iscritti fino al 28 dicembre all'Università di Messina in altre università. Fu prevista l'erogazione di sussidi da parte del Comitato centrale a vantaggio di studenti delle province di Reggio e Messina iscritti in altri atenei, se in condizione di assoluto bisogno. Sono presenti elenchi di studenti di studenti recatisi a Torino dopo il terremoto (Giovanni Noto di Patti e Silvestro Giovanni Puleyo di Messina) e già iscritti prima (Alfredo Chiorando e Temistocle Jacobbi di Messina, Carlo Guerrero e Domenico Soffrè di Reggio Calabria, Antonio Crisafi di San Filippo del Mela). Non furono accolte, per mancanza dei requisiti economici, le domande di sussidio presentate da Alfredo Chiorando, Domenico Soffrè e Antonio Crisafi.Nel mese di agosto è data notizia del recupero tra le macerie della bandiera dell'Università di Messina.Tanto la pubblicazione quanto carte del novembre 1909 ricordano la mobilitazione degli studenti di Medicina a soccorso delle popolazioni terremotate. Non è conservata la lista dei nomi.

Ordini di servizio

Assegnazione del personale della Segreteria con disposizione del direttore della stessa: Annibale Orani assegnato alla Segreteria della Facoltà di Medicina e Chirurgia e incaricato del riordino dell'Archivio dell'Università.

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