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Tesi del 1867

Tesi di: Francesco Casati (Degli argini *) e Giuseppe Jacod (Cenni sulle ferrovie atmosferiche).

Tesi della Scuola d'applicazione per gli ingegneri

Tesi di laurea della Scuola d'applicazione per gli ingegneri di Torino e del Museo industriale, dal loro avvio sino alla seconda metà degli anni Settanta del XIX secolo. Si tratta di opuscoli a stampa, perlopiù con coperta in carta, o in cartoncino decorato. Numerose dissertazioni presentano tavole illustrate.La legge sul Riordinamento dell’Istruzione Pubblica 13 novembre 1896, n. 3725 (legge Casati) stabilisce la trasformazione dell’Istituto tecnico di Torino nella Scuola d’applicazione per gli ingegneri, annessa alla Facoltà di Scienze Fisiche e Matematiche dell’Università (artt. 53 e 309). Il successivo regolamento, approvato con R.D. 4338 del 17 ottobre 1860, prevede, per ottenere il diploma di “ingegnere laureato”, la frequenza di un corso biennale, concluso da un esame generale: “L’esame generale consisterà in una disputa attorno a una dissertazione scritta liberamente dal candidato sulle materie degli esami speciali, ed intorno a tesi di meccanica, di costruzioni e di geometria pratica. Le dissertazioni e le tesi saranno messe a stampa per cura del candidato e presentate quaranta copie alla Segreteria della Scuola almeno dieci giorni prima della disputa” (art. 24). Il regolamento annesso al R.D. 11 ottobre 1863, n. 1718 conferma quanto già in vigore per gli esami generali (art. 30), ma prevede come titolo di accesso alla Scuola, non più, come sino ad allora, la laurea in Matematica, bensì la licenza nella stessa disciplina. Contrariamente al dettato dei due regolamenti, gli esemplari presenti in collezione documentano la discussione non di tre, ma di quattro tesi, con l’aggiunta di una dal corso di Macchine a vapore.Il Museo industriale è istituito a Torino con R.D. 23 novembre 1862, n. 1001, alle dipendenze del Ministero d'Agricoltura, industria e commercio; il seguente R.D. 30 dicembre 1866, n. 1844, disciplina i corsi impartiti dal Museo, che rilasciava, dopo non meno di quattro anni di corso, il diploma di professore per gli istituti tecnici industriali e professionali e di ingegnere per le industrie meccaniche, chimiche, agricole e metallurgiche (art. 3).Il R.D. 23 novembre 1867, n. 4052, approva il nuovo regolamento della Scuola d'applicazione, al fine di coordinarne l'azione a quella del Museo industriale e dell'Accademia Albertina di Belle Arti. Oltre all'ingegneria civile, la Scuola inizia a erogare cinque nuovi corsi di laurea, quattro in ingegneria industriale (per le industrie meccaniche, chimiche, agricole e metallurgiche) e uno in architettura civile. Per i soli aspiranti ingegneri chimici e per gli architetti il corso preparatorio universitario propedeutico all'accesso alla Scuola è ridotto a due anni, per gli altri resta in vigore l'obbligo del conseguimento della licenza in Matematica, dopo tre anni di corso all'Università. Al termine del corso biennale presso la Scuola d'Applicazione, per ottenere il diploma di laurea i candidati presentavano una dissertazione su un tema a loro scelta, stampata in 50 copie (art. 3); vengono meno le tesi discusse oralmente.Il Regolamento per le Regie Scuole d'applicazione per gli ingegneri, allegato al R.D. 8 ottobre 1876, n. 3434, uniforma i requisiti d'accesso ai corsi, richiedendo la "licenza fisico-matematica" ossia aver frequentato un biennio presso la Facoltà di Scienze MFN, e prolunga la durata degli studi in ingegneria e architettura a tre anni (art. 3). Per il conseguimento della laurea era infine previsto un esame generale, diviso in due parti: la prima consiste nella "realizzazione di un progetto pratico complesso, da eseguirsi nel tempo di 15 giorni"; la seconda orale, in cui si discute il tema del progetto e le materie affini (art. 12). Nel regolamento viene meno la richiesta della dissertazione a stampa.

Tesi del 1862

Tesi di Ottavio Moreno (Trasformazione del calore in lavoro dinamico e principii di termodinamica applicati alle macchine a vapor d'acqua *)

Tesi del 1863

Tesi di: Alessandro Bonacossa (Sull'equilibrio e stabilità delle volte*), Alessandro Malvano (Del settore di Stephenson considerato specialmente come organo di distribuzione od espansione variabile nelle macchine locomotive *), Giovanni Battista Millo (Della flessione dei prismi rettilinei*), Giuseppe Olivieri (Della Trazione dei veicoli sulle vie ferrate), Tommaso Piccardo (Teoria generale dei camini per caldaie a vapore) e Vincenzo Polani (Sull'equivalente meccanico del calore).

Tesi del 1864

Tesi di: Edoardo Coggiola (Cenni storici sulla locomotiva), Battista Da Milesi (Dei ponti fissi e dei loro sistemi in relazione alle condizioni locali), Michele Fenolio (Intorno ai mezzi meccanici di perforazione delle gallerie *, 2 copie), Leonardo Loria (Della distribuzione della forza a domicilio per mezzo dell'aria compressa e della misura della velocità dei gas scorrenti nei lunghi tubi), Ernesto Therme (Della ventilazione dei luoghi abitati *) e Giovanni Zaccaria (Dell'apparecchio ortogonale convergente per la volta obliqua *).

Tesi del 1865

Tesi di: Francesco Amandola (Dei ventilatori * ), Secondo Carena (Cenni sulle locomobili a vapore e relazione delle esperienze fatte sopra una di queste macchine della casa Barrett e C. di Londra come esercitazione del corso di Macchine a vapore e ferrovie *), Giovanni Falcioni (Macchine a colonne d'acqua *), Fermo Gazzi (senza titolo, [Sulle acque]), Quinto Gennari (Strade ferrate. Intorno ai cambiamenti di via *), Enrico Genocchi (Degli archi equilibrati *), Secondo Guaschino (Archi metallici *), Francesco Landini (Dei legnami), Luciano Lanino (Dell'infrenamento dei convogli sulle strade ferrate *), Pasquale Lavista (Cenni sul passaggio dei convogli in curva *, 2 copie), Achille Lenti (Dissertazione sul nuovo scalo per le ferrovie costrutto a Porta Nuova in Torino *), Clemente Mensio (Sui ponti pensili *), Giuseppe Montuori (Locomotiva merci a quattro cilindri - sistema Petiét *), Lanfranco Mossini (Apparecchio ortogonale parallelo per la costruzione delle volte oblique *), Celso Parvopassu (Cenni sulle chiuse stabili dei fiumi), Carlo Pelliccia (Delle strade ferrate a cavalli), Ambrogio Perincioli (Sulla costruzione delle gallerie sotterranee *), Tomaso Prinetti (Delle strade ferrate a cavalli. Determinazione del coefficiente di trazione sulla Tramway Centrale Canavese), Melchior Pulciano (Della trazione sulle strade ferrate), Giovanni Angelo Reycend (Influenza dell'Arco sullo stile Architettonico *), Pietro Rosazza (Calci, cementi, malte), Giulio Rubini (Il metodo grafico Zeuner per lo studio della distribuzione del vapore *), Giovanni Sacheri (Sulle macchine a vapori combinati. Teoria ed applicazione ad una macchina eteridrica *, 2 copie), Eugenio Sinistrario (Monografia storica delle macchine a vapore locomotive), Carlo Tamburelli (Osservazioni sulla costruzione del ponte metallico sul Po a Mezzanacorti *), Vittore Zoppetti (Ricerca dei punti di minima altezza di una catena di montagne *) e Ferdinando Maria Zucchetti (Della curva elastica dei solidi di sezione costante sottoposti a sforzi determinati).

Tesi del 1868

Tesi di: Ignazio Minazio (Metodo pratico per determinare la solidità dei ponti retti *), Santo Ippolito Pastore (Del rifiuto che debbono presentare i pali che si impiegano nelle fondazioni), Carlo Ermanno Peretti (Della potabilità delle acque naturali *) ed Eugenio Vaccarino (Delle acque sotterranee e loro utilizzazione nell'alta valle del Po (Sistema Calandra)).

Tesi del 1869

Tesi di: Giuseppe Garavoglia (Cenni mineralogici e geologici delle Alpi fra Bardonnêche e Modane) e Giacinto Malinverni (Efflusso dei gas e dei vapori saturi).

Tesi dell'Università e della Scuola d'applicazione per gli ingegneri di Torino

Tesi discusse presso l’Università di Torino fra Settecento e primi del Novecento e presso la Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, poi confluita nel 1906 nel Regio Politecnico di Torino, dalla fondazione sino agli anni Venti del Novecento. Si tratta di dissertazioni presentate per il conseguimento della licenza, della laurea e dell'aggregazione ai tre Collegi di Teologia, Legge, Scienze e Belle arti e per il conseguimento del grado di professore di Filosofia. La loro consistenza, tranne che per le tesi di aggregazione, è di poche pagine e lo sviluppo del tema, conformemente ai regolamenti in vigore, avviene per punti poi oggetto della disputa pubblica.Numerosi esemplari presentano legature di pregio.

Coperte di tesi prive di dissertazione

Coperte di tesi prive della compagine. Per analogia sembrano ricollegabili agli esemplari fatti stampare dagli allievi dell'Università e della Scuola d'applicazione per gli ingegneri di Torino.

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