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Esami per il conferimento dei gradi

Le Costituzioni di Sua Maestà per l'Università di Torino del 1729 prevedevano per il conseguimento della laurea in Medicina cinque anni di studio, quattro anni per la licenza. Per l'esercizio della professione medica "tanto nelle Città che nelle Terre" (Titolo V, capo III, 2), era necessaria la laurea. Erano oggetto di studio "nel primo anno Fisica, e nel secondo Istituta e Notomia, nel terzo e quarto Teorica e Pratica, e nel quinto la Pratica solamente" (ibidem, 1).Le successive Costituzioni del 1771 introducono l'ulteriore grado di baccelliere, cui lo studente era ammesso alla fine del secondo anno (Titolo V, capo III, 1). Rispetto alle materie oggetto di studio, nulla muta per i primi due anni; nel terzo, quarto e quinto anno si aggiunge la Botanica. Negli ultimi due anni è inoltre richiesta la pratica ospedaliera "applicandovisi ... sotto la direzione di uno de' professori (ibidem). Per l'esercizio della professione è richiesto un ulteriore biennio "di pratica in qualche Spedale, o appresso qualche medico accreditato; del che presentate le fedi al Magistrato della Riforma, ne otterranno la licenza (ibidem, 2). Il biennio di pratica era stato introdotto col "Manifesto del Magistrato della Riforma riguardante li due anni di pratica da farsi da' laureati in Medicina prima d'imprenderne l'esercizio" del 9 marzo 1762. Come stabilito dai Regolamenti per l'Università dati d'ordine sovrano dal Magistrato della Riforma del 1729 e del 1772, sia per la licenza sia per la laurea erano previsti un esame privato e un esame pubblico.A partire dal 25 aprile 1801 (5 fiorile) (p. 123 nel registro X A 2) compare la registrazione di esami alla fine di ciascuno dei quattro anni di corso (non è più prevista la licenza) e proprio l'indicazione dell'anno di riferimento sostituisce la dicitura baccalaureato, licenza, laurea, ripristinata solo dopo la Restaurazione (anno accademico 1814-15). A decorrere dall'anno accademico 1806-07 la durata del corso per il conseguimento del doctorat è nuovamente di cinque anni e gli esami privati sono sostituiti da esami separati sulle singole materie.Tale articolazione si mantiene anche nell'Ottocento fino all'entrata in vigore della legge Casati, ma a partire dalla Restaurazione lo studente era esaminato sul programma svolto anche alla fine del primo e del terzo anno. Con la legge Casati all'articolazione in esami privati ed esami pubblici si sostituisce quella in esami speciali, che vertono su ciascuna singola materia oggetto di insegnamento, ed esami generali. Con successivo Regolamento generale, approvato con R.D. 8 ottobre 1876 n. 3434, subentra un'articolazione in esami di promozione, di licenza e di laurea, da sostenersi per gruppi di materie. Il sistema degli esami a gruppi è abolito con il R.D. 12 febbraio 1882 n. 645, "Modificazioni al Regolamento generale universitario approvato con regio decreto dell'8 ottobre 1876" che reintroduce gli esami speciali sulle singole materie e prevede un esame di laurea consistente "in una disputa intorno ad una dissertazione, scritta liberamente dal candidato sopra un tema da lui scelto nelle materie delle quali ha dato saggio negli esami speciali, ed intorno ad alcune tesi da lui parimenti scelte in quelle stesse materie".

Atti delle commissioni istituite a seguito dell'incendio della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

All'indomani dell'incendio furono istituite diverse commissioni per valutare i danni, coordinare le iniziative di recupero del patrimonio e di risistemazione della Biblioteca: "Commissione per la proposta dei provvedimenti più urgenti intesi a portare riparo ai danni dell'incendio della Biblioteca Nazionale di Torino"; "Commissione per il ricupero e per la ricognizione dei manoscritti"; Commissione speciale per la ricostituzione della Biblioteca Nazionale di Torino.

Verbali delle adunanze della "Commissione speciale per la ricostituzione della Biblioteca Nazionale di Torino"

Commissione istituita con decreto ministeriale del 10 febbraio 1904, che le conferisce esplicitamente «la direzione dei servizi inerenti alla Biblioteca», e composta dal rettore Giampietro Chironi, presidente, e dai presidi delle due Facoltà maggiormente colpite, Emilio Brusa per Giurisprudenza e Pasquale D’Ercole per Lettere. In una lettera al rettore del 22 marzo il ministro riconferma, a fronte forse di contrasti insorti, che, «quanto ai rapporti tra la Commissione e il bibliotecario capo, il decreto del 10 febbraio dà alla Commissione e in particolar modo al presidente, durante il periodo dei lavori della ricostituzione della Biblioteca, la preminenza sul bibliotecario. Questi perciò non potrà ordinare spese, né compiere nessun altro atto di qualche importanza sia per il personale sia per il materiale, senza il consenso della Commissione». I poteri conferiti a questa Commissione vengono meno con la fine del mese di ottobre (lettera del Ministero della Istruzione pubblica al rettore del 25 ottobre 1904).

Laboratorio di Materia medica. Materiale, assegni, spese

Il Ministero della Pubblica istruzione accorda al prof. Mosso l'anticipo della dote annuale del Laboratorio di Materia medica. Il sussidio straordinario per l'acquisto di mobili e lavori nel laboratorio medesimo, sarà discusso nel bilancio del 1879.Resta invece da chiarire la possibilità di usufruire dell'esenzione dal dazio per strumentazione scientifica in arrivo dall'estero che ha richiesto.Cessione alla sezione torinese del Club Alpino Italiano di una raccolta di minerali lasciata dal Circolo Geografico, della quale per altro il CAI ha per convenzione già acquisito tutto il posseduto. Tale raccolta verrà esposta nel Museo mineralogico in allestimento presso la nuova Stazione alpina costituita nell'ex convento del Monte dei Cappuccini. Altri mobili della scuola di Geografia vengono invece ceduti alla Scuola di Materia medica.Il prof. Mosso fa richiesta di un piccolo locale assegnato alla Società farmaceutica ad uso del nuovo inserviente. Chiede inoltre una stufa per la Scuola pratica di Materia medica e l'ampliamento di alcune finestre nel laboratorio.

Corrispondenza

Facoltà di Agraria: richieste di ulteriori stanziamenti per il pagamento di personale assistente e tecnico; lettere di Carlo La Rotonda, direttore dell'Istituto di Chimica agraria in cui chiede l'autorizzazione a partecipare al Congresso internazionale di Chimica e comunica di aver assunto l'incarico di eseguire uno studio chimico-agrario sui terreni del Governatorato del Galla Sidamo e di quello di Harar; richiesta dello stanziamento di una somma per esercitazioni in campagna con gli studenti presentata da Adolfo Carena, direttore dell'Istituto di Topografia e meccanica agraria.Facoltà di Economia e commercio: Ragioneria e ricerche economico-aziendali (cui è allegata la proposta del direttore di chiedere un contributo di laboratorio), Statistica (cui sono allegate due lettere del direttore Diego de Castro con la richiesta di un contributo per il funzionamento dell'Istituto e per l'acquisto di una macchina calcolatrice), lettera di Luigi Abello che precisa come non esista un Istituto di Diritto commerciale.

Tesi del 1864

Tesi di: Edoardo Coggiola (Cenni storici sulla locomotiva), Michele Fenolio (Intorno ai mezzi meccanici di perforazione delle gallerie *, 2 copie), Leonardo Loria (Della distribuzione della forza a domicilio per mezzo dell'aria compressa e della misura della velocità dei gas scorrenti nei lunghi tubi), Battista Milesi (Dei ponti fissi e dei loro sistemi in relazione alle condizioni locali), Ernesto Therme (Della ventilazione dei luoghi abitati *) e Giovanni Zaccaria (Dell'apparecchio ortogonale convergente per la volta obliqua *).

Appunti manoscritti per una conferenza sulle principesse di Casa Savoia

Occasione della conferenza fu certamente la nascita, il 19 novembre 1902, della principessa Mafalda di Savoia, per celebrare la quale il ministro della Pubblica istruzione Nunzio Nasi dispose che in ciascuna classe degli istituti di istruzione secondaria si tenesse "una lezione per ricordare gli avvenimenti politici e biografici che si connettono al nome di Mafalda, e a quello delle altre principesse che illustrarono con singolari virtù la casa di Savoia."Le schedine delineano lo sviluppo della conferenza, mentre le altre carte rappresentano un approfondimento sulla leggenda di Mafalda come evocata dallo storico Pietro Corelli ne "La Stella d'Italia o nove secoli di Casa Savoia" (1860).

Affari diversi

Sono conservate carte relative alla nascita della principessa Mafalda di Savoia (19 novembre 1902), alla sospensione delle lezioni universitarie per due giorni (21 e 22 novembre) e alla loro ripresa da lunedì 24 novembre. La disposizione ministeriale sulla riapertura, inviata al prefetto di Torino e da questi trasmessa al rettore, contiene anche la seguente raccomandazione: "i capi degli istituti di istruzione secondaria classica, tecnica e normale cureranno che in uno dei prossimi giorni a loro scelta sia in ciascuna classe tenuta una lezione per ricordare gli avvenimenti politici e biografici che si connettono al nome di Mafalda, e a quello delle altre principesse che illustrarono con singolari virtù la casa di Savoia."

Lavori

Ospedali: trattative per la ripartizione tra amministrazione universitaria e ospedaliera degli oneri per il mantenimento dell'Ospedale San Giovanni, in vista di una nuova convenzione ; atti relativi alla consegna in proprietà di fabbricati e aree relativi all'Ospedale San Lazzaro e alla Clinica psichiatrica; concessione di contributo da parte dell'Università per il completamento del Padiglione Clinico dell'Ospedale infantile Regina Margherita.Nuovo Istituto di Medicina legale (via Galileo Galilei): stanziamento di fondi e assegnazione di un terreno da parte del Comune di Torino "per il costruendo obitorio".Palazzo dell'Università: lavori di restauro della facciata e del basamento esterno, dal lato di via Vasco, a causa di una "strapimbatura preoccupante".Palazzo Carignano: il Ministero e l’Intendenza di Finanza sollecitano all’Università l’operazione di “retrocessione al Patrimonio dello Stato” della porzione del Palazzo non più utilizzata dall’Università, per il trasferimento, nel 1936, in locali dell’ex Ospedale san Giovanni, degli Istituti di Anatomia comparata, Antropologia, Geografia, Mineralogia e Zoologia. Nel Palazzo è rimasto il solo Istituto e Museo di Geologia e paleontologia: sono presenti carte relative a ipotesi di permuta di locali col Museo del Risorgimento, alla necessità di installare l’impianto di riscaldamento e a lavori urgenti sul tetto, per ovviare a infiltrazioni d’acqua nei locali del Museo, della Biblioteca e dell’aula.Sono inoltre conservati prospetti mensili sul “numero medio giornaliero degli operai occupati […] nei lavori edili presso gli Istituti di questa Università, il numero medio delle giornate paga, dei giorni di effettivo lavoro prestato e dei giorni feriali”.

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