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Descrizione archivistica
Collezione "Marco Albera"
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Tesi del 1896

Per il gradi di laurea: Saverio Fino (Del diritto di tener banchi in chiesa).

Esposizione fotografica internazionale

Documenti relativi all'Esposizione fotografica internazionale, tenutasi in via Principe Amedeo 20A a Torino e inaugurata il 7 dic. 1895.manifesto con bando di gara, 5 ott. 1895;volantino con programma dell'inaugurazione, 7 dic. 1895 (2 copie);manifesto pubblicitario [1895];catalogo, 1895 (Tipografia Litografia Wolf & Donadio);

Testi a stampa di discorsi

Testi a stampa dei discorsi tenuti per l'associazione:Attilio Brunialti, Per l'inaugurazione della Associazione universitaria torinese, 23 mar. 1890 (Tipografia Editrice G. Candeletti, 1890);Edmondo De Amicis, Osservazione sulla questione sociale, 11 febb. 1892 (Tipografia L. Roux e C., 1892);Pietro Giacosa, L'Università italiana e il dovere, 17 dic. 1892 (Tipografia Editrice G. Candeletti, 1893).

Frigidum Museum (esposizione umoristica)

Documenti relativi all'esposizione goliardica Frigidum Museum, tenutasi in piazza Castello 25 a Torino e inaugurata il 10 febb. 1893.biglietto, [1893];catalogo, 1893 (Tipografia Editrice G. Candeletti) (6 copie);volantino con programma dell'inaugurazione, 10 feb. 1893 (2 copie).

Coperte di tesi prive di dissertazione

Coperte di tesi prive della compagine. Per analogia sembrano ricollegabili agli esemplari fatti stampare dagli allievi dell'Università e della Scuola d'applicazione per gli ingegneri di Torino.

Tumulti del 1885

"Torino. - L'agitazione universitaria (disegno di Oreste Silvestri)", tavola illustrata (fotozincotipia a colori ?) estratta da «L'Illustrazione Italiana», aprile 1885, tav. senza numero.Il 10 marzo 1885, in occasione del tredicesimo anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, a Torino si tennero alcune manifestazioni a cui parteciparono gli studenti, tra cui gli iscritti all'Associazione democratica universitaria. Questi assembramenti furono prontamente sciolte dalla forza pubblica, che procedette all'arresto dei partecipanti. Già nei giorni precedenti il prefetto Bartolomeo Casalis aveva mandato nelle aule dell'Università alcuni agenti in borghese, a vigilare sull'ordine pubblico, senza darne avviso alle autorità accademiche. L'11 marzo gli studenti mandarono una loro delegazione in Prefettura per chiedere spiegazioni, trovando però i cancelli chiusi e le forze dell'ordine pronte a respingerli. Mentre la protesta stava montando nel cortile dell'Ateneo, una seconda delegazione si recò nuovamente in Prefettura e fu finalmente accolta. Nel corso dell'assemblea del giorno seguente venne comunicato l'esito dell'incontro: la posizione del prefetto, che rivendicava l'opportunità del proprio operato per il mantenimento dell'ordine pubblico, infiammò i giovani, che mossero in corteo verso piazza Castello. La forza pubblica procedette a disperdere i manifestanti, ad alcuni arresti e al sequestro della bandiera degli studenti. Solo tramite l'intervento del rettore Enrico D'Ovidio si giunse a una tregua, con la restituzione del vessillo e la scarcerazione degli allievi arrestati.

Tesi del 1876

Tesi di: Cesare Abbati (Acquedotto in ferro *), Francesco Maria Cabella (Studio sul progetto Minghetti di una perequazione fondiaria nel Regno d'Italia applicato alla Sardegna), Giuseppe Castagneri (Studio del progetto di un tronco di strada carreggiabile *), Francesco Cavenago (Cenni sul drenaggio), Giuseppe Dulio (Cenni sulla fabbricazione del ferro), Carlo Giovara (Dell'aria compressa e sue applicazioni *), Felice Giuseppe Pelliti (Degli archi equilibrati *), Silvio Puecher-Passavalli (Considerazione intorno ai principii fondamentali di termodinamica *), Vittorio Robello (Connessioni metalliche *) e Domenico Rolla (Dei movimenti di terra *).

Tesi della Scuola d'applicazione per gli ingegneri

Tesi di laurea della Scuola d'applicazione per gli ingegneri di Torino, dall'avvio sino alla seconda metà degli anni Settanta del XIX secolo. Si tratta di opuscoli a stampa, perlopiù con coperta in carta, o in cartoncino decorato. Numerose dissertazioni presentano tavole illustrate.La legge sul Riordinamento dell’Istruzione Pubblica 13 novembre 1896, n. 3725 (legge Casati) stabilisce la trasformazione dell’Istituto tecnico di Torino nella Scuola d’applicazione per gli ingegneri, annessa alla Facoltà di Scienze Fisiche e Matematiche dell’Università (artt. 53 e 309). Il successivo regolamento, approvato con R.D. 4338 del 17 ottobre 1860, prevede, per ottenere il diploma di “ingegnere laureato”, la frequenza di un corso biennale, concluso da un esame generale: “L’esame generale consisterà in una disputa attorno a una dissertazione scritta liberamente dal candidato sulle materie degli esami speciali, ed intorno a tesi di meccanica, di costruzioni e di geometria pratica. Le dissertazioni e le tesi saranno messe a stampa per cura del candidato e presentate quaranta copie alla Segreteria della Scuola almeno dieci giorni prima della disputa” (art. 24). Il regolamento annesso al R.D. 11 ottobre 1863, n. 1718 conferma quanto già in vigore per gli esami generali (art. 30), ma prevede come titolo di accesso alla Scuola, non più, come sino ad allora, la laurea in Matematica, bensì la licenza nella stessa disciplina. Contrariamente al dettato dei due regolamenti, gli esemplari presenti in collezione documentano la discussione non di tre, ma di quattro tesi, con l’aggiunta di una dal corso di Macchine a vapore.Il Museo industriale è istituito a Torino con R.D. 23 novembre 1862, n. 1001, alle dipendenze del Ministero d'Agricoltura, industria e commercio; il seguente R.D. 30 dicembre 1866, n. 1844, disciplina i corsi impartiti dal Museo, che rilasciava, dopo non meno di quattro anni di corso, il diploma di professore per gli istituti tecnici industriali e professionali e di ingegnere per le industrie meccaniche, chimiche, agricole e metallurgiche (art. 3).Il R.D. 23 novembre 1867, n. 4052, approva il nuovo regolamento della Scuola d'applicazione, al fine di coordinarne l'azione a quella del Museo industriale e dell'Accademia Albertina di Belle Arti. Oltre all'ingegneria civile, la Scuola inizia a erogare cinque nuovi corsi di laurea, quattro in ingegneria industriale (per le industrie meccaniche, chimiche, agricole e metallurgiche) e uno in architettura civile. Per i soli aspiranti ingegneri chimici e per gli architetti il corso preparatorio universitario propedeutico all'accesso alla Scuola è ridotto a due anni, per gli altri resta in vigore l'obbligo del conseguimento della licenza in Matematica, dopo tre anni di corso all'Università. Al termine del corso biennale presso la Scuola d'Applicazione, per ottenere il diploma di laurea i candidati presentavano una dissertazione su un tema a loro scelta, stampata in 50 copie (art. 3); vengono meno le tesi discusse oralmente.Il Regolamento per le Regie Scuole d'applicazione per gli ingegneri, allegato al R.D. 8 ottobre 1876, n. 3434, uniforma i requisiti d'accesso ai corsi, richiedendo la "licenza fisico-matematica" ossia aver frequentato un biennio presso la Facoltà di Scienze MFN, e prolunga la durata degli studi in ingegneria e architettura a tre anni (art. 3). Per il conseguimento della laurea era infine previsto un esame generale, diviso in due parti: la prima consiste nella "realizzazione di un progetto pratico complesso, da eseguirsi nel tempo di 15 giorni"; la seconda orale, in cui si discute il tema del progetto e le materie affini (art. 12). Nel regolamento viene meno la richiesta della dissertazione a stampa.

Tesi del 1875

Tesi di: Pier Alfonso Barbé (Caldaia tubolare a tirante meccanico *), Stefano Cerriana (Studio sulla distribuzione del vapore con applicazione alle locomotive Sigl della Società ferroviaria dell'Alta Italia *), Achille Faà di Bruno (Mezzi meccanici per misurare forze velocità e lavori *), Edmondo Ferrante (Vaporizzazione nelle caldaie a vapore e sua legge di decrescenza *), Filippo Rabaglino (Sull'applicazione meccanica del calor solare), Felice Montaldo (Delle proprietà fisiche e della natura chimica dei petrolii grezzi), Camillo Negri (Sul nuovo sistema Sulzer di distribuzione del vapore *), Giulio Podestà (Sulla scienza della statica e sulle velocità virtuali *), Giuseppe Racca (Sulla distribuzione del vapore senza eccentrici *), Giuseppe Scalvino (Sull'impiego dei combustibili scadenti *) e Primo Volpi (Sulla teoria meccanica delle correnti elettriche costanti *).

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