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Collezione "Marco Albera"
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Agitazioni e iniziative politiche studentesche

  • IT ASUT ALBERA - Agitazioni e iniziative stud.
  • Serie
  • ultimo quarto del XVIII sec. - 1902
  • Parte di Collezione "Marco Albera"

Sono qui descritti materiali eterogenei che si è ritenuto di poter raggruppare entro la categoria delle agitazioni e dell'iniziativa del corpo studentesco o di sue componenti entro l'Università di Torino, tra XVIII e XIX secolo.

Amici della Musica

Programmi a stampa dei concerti promossi tra il 1936 e il 1938 dagli Amici della Musica di Torino.Nel settembre 1936 il presidente della Società Amici dell'Arte Andrea Gastaldi, deputato (1934-39) già segretario della Federazione fascista torinese (1931-34), fonda la sezione Amici della Musica. Allo scopo di estendere al campo musicale i fini morali-educativi già perseguiti in ambito artistico, l'associazione promuove audizioni di musica da camera aperte ai soci e alla cittadinanza. Il programma della prima stagione (1936-37) è già pronto a ottobre e a novembre si tiene l'inaugurazione con il primo appuntamento in cartellone. La segreteria ha sede in piazza Castello 2.

Ferrero

Annuari e guide dello studente

Annuario dell'Associazione universitaria torinese. Anno I (1889-96), Tip. G. Candeletti, Torino, 1896;Guida per lo studente in Torino pel 1904, R. Steglio e Comp., Torino, 1904;Guida dello studente con illustrazioni e una pianta topografica dell'Esposizione, Stabilimento Tipografico Dott. Guido Momo, Torino, 1910.La Guida dello studente è redatta da Gino Galeazzi: nei ringraziamenti è segnalato che la copertina fu realizzata da Gaetano Nave; a seguire sono riportati il comitato d’onore e i soci benemeriti dell’A.T.U. e in chiusura sono pubblicati l’annuario dell’associazione universitaria per l’anno sociale 1909-10, il programma delle iniziative per quello successivo, lo statuto e i regolamenti. L’opuscolo passa in rassegna i vari dipartimenti collegati alle Facoltà dell’Università, il Politecnico, la Scuola superiore di commercio e la Scuola superiore di veterinaria, dei quali è dato un breve profilo storico, le biblioteche e i musei di Torino. Una sezione è specificamente dedicata alle norme e ai regolamenti degli Istituti superiori e fornisce informazioni pratiche sullo svolgimento della vita accademica e sul pagamento delle tasse scolastiche, dall’immatricolazione alla laurea. Seguono varie pagine riservate alle informazioni pratiche sulla città e all’Esposizione internazionale delle Industrie e del Lavoro, tenutasi a Torino nel 1910, di cui in chiusura è fornita una mappa. All’interno è inoltre pubblicato un intervento di Francesco Ruffini (L'Ateneo Torinese) e sono riprodotte le fotografie del cortile del Palazzo del Rettorato, della facciata e del cortile della sede del Politecnico in via Cavour, del Castello del Valentino visto da corso Marconi, del Museo del Risorgimento presso la Mole Antonelliana, di Palazzo Carignano e del monumento a Carlo Alberto e dell’Armeria Reale.

Associazione "Galileo Ferraris", poi sezione torinese del Sindacato nazionale allievi ingegneri - S.N.A.I.

biglietto di invito "al trattenimento musicale" indirizzato a "Avv. Riva e fam.", (?).cartolina non compilata del I Congresso internazionale Allievi ingegneri di Torino (3-6 maggio 1911) tenutosi in occasione del 50° anniversario della fondazione della Scuola d'applicazione degli ingegneri al Valentino, 1911;"50° anniversario della fondazione della Scuola d'applicazione degli ingegneri al Valentino. La scuola e le sue glorie. Torino 1911", numero speciale della rivista «Il Valentino», Fiandesio, Torino, 1911 (2 copie);«Il Valentino. Rivista tecnica mensile illustrata dell'associazione Galileo Ferraris», a. II, n. 3, marzo 1912 (2 copie);«Il Politecnico italiano. Organo ufficiale del Sindacato nazionale allievi ingegneri», a. I, n. 1, dicembre 1921.Il 13 dicembre 1908 fu costituita a Torino, presso il Politecnico, un'associazione tra gli studenti d’ingegneria intitolata a Galileo Ferraris, alla quale aderirono 450 soci. La presidenza onoraria fu attribuita a Enrico D'Ovidio, direttore del Politecnico, mentre la gestione era in capo al laureando Minella.Nel novembre 1919, nel contesto delle proteste e rivendicazioni degli studenti ex-combattenti del primo dopoguerra, fu rifondata come sezione torinese del Sindacato nazionale allievi ingegneri (S.N.A.I.), sempre intitolata a Galileo Ferraris e con sede in via Urbano Rattazzi 11. Nel 1919 ne risultano presidente lo studente Morabito e vicepresidente Carmelo Cimino; nel novembre 1921 la direzione passò a Giuseppe Pollicina, cui subentrò l’anno seguente Salvadore Amodei e per il 1923-24 Giovanni Ferrari. Con l’inizio dell’anno accademico 1925-26 gli studenti fascisti puntarono alla conquista dello S.N.A.I., sfruttando le votazioni per il rinnovo delle cariche. L'elezione del nuovo direttorio ebbe una chiara valenza politica: furono costituite due liste, la prima con a capo lo studente fuori corso Pier Giorgio Frassati, l’altra con capolista Giovanni Ferrari, definita dalla «Gazzetta del Popolo» “intransigente e fascista”. La vittoria del secondo schieramento risultò schiacciante: la cronaca segnala che i fascisti conquistarono tutti i seggi della maggioranza e che Frassati non riuscì neppure a entrare nella schiera di minoranza. La “Guida Paravia” dal 1925 non riporta più alcun riferimento alla sezione del Sindacato nazionale allievi ingegneri, lasciando ipotizzare il suo scioglimento da parte del Gruppo universitario fascista.

Associazione Torinese Universitaria - A.T.U.

L'Associazione Torinese Universitaria (A.T.U.) fu fondata nell'anno accademico 1945-46 ed ebbe sede presso i locali dell'Ateneo in via Po 17. Il logo è composto da uno scudetto con la sigla dell'associazione e la sagoma del colonnato dell'Ateneo, con all'interno la Mole Antonelliana; lo coronano una feluca goliardica e il motto "ciò che fu torna e tornerà nei secoli". Il gruppo si dichiarava erede della tradizione dell'associazionismo universitario laico e apolitico della seconda metà dell'Ottocento, rimasto in vita sino all'avvento del Gruppo universitario fascista in cui confluirono la gran parte delle organizzazioni studentesche durante il Ventennio . L'attività dell'associazione era gestita da specifiche sezioni interne dedicate a cultura, spettacoli, sport, servizio sanitario, rapporti interuniversitari, stampa e laureati. Parallelamente all'attività assistenziale a tutela dei soci, come l'assistenza medica e la richiesta di sconti presso gli esercizi commerciali torinesi, promosse eventi goliardici, feste e veglioni. Oltre agli studenti dell'Università, l'A.T.U. fu aperta anche a quelli del Politecnico e tenne rapporti con il Supremus Ordo Taurini Cornus, con cui organizzò alcune serata danzanti.

Associazione Universitaria Torinese - A.U.T., poi Associazione Torinese Universitaria - A.T.U.

Documenti inerenti al funzionamento e all'attività dell’Associazione universitaria torinese (A.U.T.) e dell'Associazione torinese universitaria (A.T.U.).L'associazione fu fondata nell'inverno 1889; il suo stemma è composto dalla testa della Minerva sormontata da un toro, simboli della sapienza e della città di Torino, accompagnati dal motto "semper et virtus". L’A.U.T. ebbe carattere apolitico e aconfessionale e fu animata da fini filantropici: la beneficenza e la tutela della classe studentesca furono suoi interessi primari, perseguiti tramite la promozione di una serie di agevolazioni per i suoi iscritti, come visite mediche gratuite, sconti presso negozi e teatri, l’istituzione di sezioni sportive e di sussidi tramite un fondo di assistenza. Sul versante culturale promosse esposizioni, conferenze e scambi con gli Atenei d’Oltralpe. Nel 1894 Efisio Giglio Tos fu eletto presidente: durante il suo mandato cercò di aprire gli orizzonti dell'associazione all'estero, organizzando iniziative come l’Esposizione fotografica internazionale, che accolse nel 1895 a Torino espositori da tutta Italia, Francia, Svizzera, Belgio, Impero Austro-ungarico, Germania, Inghilterra e Stati Uniti, e una raccolta di firme a favore degli studenti moscoviti arrestati nel dicembre 1896.Le prime riunioni dei soci si tennero in birreria; nel 1894 furono inaugurati i locali in via Principe Amedeo 20-20A, dove secondo il periodico studentesco “Il Goliardo” rimase collocata la sede sino al 1897. Nel 1903 l'A.U.T. fu rifondata, con l’apertura dei nuovi spazi associativi: alcune carte dello stesso anno riportano l’indirizzo via Ospedale 26, attuale via Giolitti. Nel 1909 fu sciolta e rifondata con sede in via Maria Vittoria 27: lo statuto datato 12 dicembre 1909 riporta la denominazione "Associazione torinese universitaria". Sulla copertina della Guida dello studente del 1910, a cura dell'organizzazione, compare per la prima volta il nuovo stemma composto dalla testa della Minerva entro una corona di foglie di rovere, accompagnata dal motto di Giosuè Carducci "ciò che fu torna e tornerà nei secoli" (da Canto di Marzo, Odi barbare, libro II).La parabola dell'A.T.U. terminò il 15 giugno 1917, quando fu chiusa a causa della chiamata alle armi della maggior parte dei cinquecento soci aderenti. Nel 1919 fu rifondata: il primo segretario fu Paolo Maria Guala, già laureato in Giurisprudenza e Lettere, seguito nella carica da Luigi Olivieri nel 1922 e da Emanuele Pesati nel 1923. Operò sino al 1928 quando fu sciolta e almeno parte dei suoi iscritti confluì nel Gruppo universitario fascista: il presidente, Pino Valle, fu nominato fiduciario fiduciario per la sezione universitaria del G.U.F.

Associazione amichevole fra gli ingegneri ex-allievi della Scuola di Torino, poi Associazione ingegneri e architetti del Castello del Valentino

Cartolina non viaggiata con il menù del pranzo degli “ex-valentiniani” residenti in Roma, tenuto in occasione del cinquantenario della fondazione della Scuola d’applicazione per gli ingegneri di Torino, 30 mar. 1911; sul recto reca una veduta della sede del Politecnico corredata da didascalia: “Torino. Riva del Po e Castello del Valentino”; sul verso presenta una nota manoscritta: Ing. Luigi Barberis.Fototipo (positivo, gelatina a sviluppo su carta baritata, 268 x 386 mm), senza autore, senza data [1911?]: la presenza di Paolo Boselli, Enrico d’Ovidio, Giulio Rubini e Severino Casana nel gruppo, in posa nel cortile del Castello del Valentino, lascia ipotizzare che sia stata scattata in occasione del I Congresso dell’associazione, tenutosi il 25-27 settembre 1911.“Annuario della Associazione amichevole fra gli ingegneri ex-allievi della scuola di Torino fondata nel 1908. Laureati dal 1862 al 1910”, Torino, Unione tipografico-editrice torinese, 1912. A cura di Oreste Lattes, presidente dell’organizzazione, contiene l’organigramma, lo statuto approvato nell’adunanza del 26 luglio 1908, un estratto degli atti del I Congresso dell’associazione con i discorsi di Lattes e Severino Casana e il prospetto dei soci e dei laureati dal 1862 al 1910.Cartolina viaggiata, inviata a Filippo Clavarino di Venezia, con cui la presidenza porge i ringraziamenti per aver aderito alla sottoscrizione per la medaglia d’oro, opera di Mario Nelli di Firenze, donata dall’associazione a Michele Sforza per la sua impresa in Libia, 1914; sul recto è riprodotta la medaglia, consegnata a Roma il 4 aprile 1914, che reca il ritratto del destinatario e un iscrizione dettata da Paolo Boselli: “A Michele Sforza che primo affermò in Libia il pensiero e gli ardimenti degli ingegneri italiani i colleghi d’Italia auspice l’amichevole sodalizio tra i laureati della Scuola di Torino. Fraternamente MCMXIII”.2 cartoline viaggiate, inviate a Pietro Belloni di Pavia e Giuseppe Delli Santi di Messina, con cui è richiesto il pagamento del contributo sociale annuale, 1916, 1921; il recto reca l’intestazione dell’associazione e un’illustrazione di G. Balsani (ex-allievo), raffigurante tre figure allegoriche femminili, la Scienza, l’Amicizia e la Giovinezza, che incontrano un gruppo di uomini, con sullo sfondo il Castello del Valentino.4 fototipi (positivi, gelatina a sviluppo su carta politenata, due 279 x 394 mm, le altre 290 x 398 e 300 x 398 mm), studio Silvio Ottolenghi, 1926: si tratta del reportage dei festeggiamenti per il pensionamento di Angelo Bottiglia (1850-1934), professore di Composizione di macchine presso la Scuola d’applicazione per ingegneri e poi al Politecnico dal 1896 sino al 1926. Le fotografie sono databili al 26 aprile 1926 e sono state scattate in un’aula, nel salone e nel cortile del Castello del Valentino; una ha la legenda dei soggetti intervenuti, ingegneri laureati a Torino tra anni Settanta e Ottanta del XIX secolo e aderenti all’associazione degli ex-studenti.L’Associazione amichevole fra gli ingegneri ex-allievi della scuola di Torino fu fondata nel 1908 da un gruppo di ingegneri laureati nel 1872, in occasione dei 35° anniversario della loro laurea. Nello statuto dell’organizzazione si afferma l’impegno di coltivare i rapporti tra gli ingegneri che avevano compiuto gli studi in città, anche per favorire lo sviluppo di una rete di relazioni di natura assistenziale a tutela della categoria. L’organizzazione era ospitata nella sede del Politecnico, il Castello del Valentino, da cui deriva il soprannome degli aderenti chiamati “ex-valentiniani”. Se i soci fondatori furono venti, nel 1911 sono contati circa millecinquecento iscritti. In occasione del cinquantenario della fondazione della Scuola d’applicazione per gli ingegneri di Torino, dalla cui fusione col Regio Museo industriale nacque il Politecnico nel 1906, si tenne il I Congresso dell’associazione (25-27 settembre 1911).“Annuario ex allievi Politecnico di Torino”, Torino, Associazione ingegneri e architetti, [1959?]; contiene l’organigramma dell’associazione e l’elenco dei laureati ad honorem, degli architetti e degli ingegneri laureati a TorinoTagliando allegato all’annuario per indicare eventuali omissioni ed errori di stampa, [1959?]Cartolina non viaggiata per dare conferma della partecipazione al III Convegno dell’Associazione ingegneri del Castello del Valentino e alla I Mostra fotografica ex allievi del Politecnico (presidente della mostra Italo Bertoglio), senza data; sul recto è compilato il campo del mittente: “Gilardi di To classe 94”.Nel secondo dopoguerra l’associazione tra gli ex-studenti del Politecnico di Torino è stata rifondata con la nuova denominazione “Associazione Ingegneri del Castello del Valentino Torino”, poi allargata anche a comprendere gli architetti. L’organizzazione è ancora oggi attiva come Associazione Alumni del Politecnico.Sono infine aggregate a questi materiali 2 tessere che, seppur non rilasciate da queste associazioni di ex-allievi, sono comunque legate al campo dell’architettura e dell’ingegneria a Torino:Tessera rilasciata della Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino (S.I.A.T.) a Carlo Giovara, gennaio 1899.Tessera dell’Associazione nazionale ingegneri italiani (A.N.I.I.), rilasciata in occasione del III Congresso nazionale dell’organizzazione (19-24 aprile 1922), 1922; sul recto è presente una veduta del Castello del Valentino, sul verso il nome del titolare è stato abraso.

Ballo dell'orso del 1755

  • IT ASUT ALBERA - Agitazioni iniziative stud. Orso
  • Unità archivistica
  • ultimo quarto del XVIII sec. - 1902
  • Parte di Collezione "Marco Albera"

Materiali relativi ai fatti occorsi a Torino alla fine di novembre del 1755, quando gli studenti si opposero con la forza allo svolgimento del ballo dell'orso e di un combattimento tra animali nel cortile dell'Ateneo, ritenendo tali manifestazioni lesive dell'onore dell'istituzione e proprio. Lo spettacolo, proposto da un "ciurmadore", era stato autorizzato da Carlo Luigi Caissotti, capo del Magistrato della Riforma. Dopo la distruzione delle palizzate montate per il circo, gli studenti respinsero un corpo di guardia inviato sul posto dalle autorità, che desistettero dall'intento e disposero il trasferimento dello spettacolo al Valentino.L'episodio diede materie a una ricca produzione in versi, i cui esiti sono raccolti in un volume manoscritto intitolato "Il Trionfo de' Studenti, Componimenti poetici 1759", conservato dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (ms T. I. 7)."Poesie fatte in occasione che si voleva piantare il ballo dell'orso nella regia Università di Torino" sono raccolte anche nella prima parte di un manoscritto della collezione del teologo Antonio Bosio (Biblioteca Civica Centrale, MS B.246).Sono presenti:"Composizioni poetiche sul fatto seguito nella Regia Università di Torino nel 1759", post 1759.Fascicolo composto da 4 bifogli: si tratta di una raccolta manoscritta di testi poetici, tutti presenti anche nella raccolta della Biblioteca Nazionale. Il primo componimento "Canto il fatto giocoso, che è seguito" è riportato dalla c. 23 v. alla c. 28 v., ma il manoscritto della Biblioteca Nazionale presenta in più una chiusa ("Heri iacet hic ursus nostro certamine victus / Ista novo pecori laurea danda fuit / Il fine). I tre sonetti si trovano alle cc. da 55 r. a 56 r. , ma con varianti.Non si è in grado di stabilire se i due manoscritti siano in rapporto tra di loro o derivino da una fonte comune. Il titolo del manoscritto presente nella collezione Albera, tuttavia, che intende l'anno 1759 come data dell'evento, sembra l'esito di un fraintendimento del frontespizio del manoscritto della Biblioteca Nazionale, dove l'anno è chiaramente da intendersi come riferito alla raccolta.Non si è proceduto a collazione col manoscritto della collezione Bosio.Efisio Giglio-Tos, "Il ballo dell'orso", Tipografia degli Artigianelli, Torino, 1902 (4 copie).Dettagliata ricostruzione dei fatti, utilizzando come fonte un poemetto anonimo in ottave dedicato a Caissotti, il cui testo apre la raccolta di componimenti della Biblioteca Nazionale. Non è possibile stabilire se Giglio-Tos abbia utilizzato come fonte il manoscritto in questione o disponesse del poemetto in altro esemplare.

Bath'Acklàn

Il Bath'Acklàn fu inaugurato su iniziativa di un comitato studentesco il 15 febbraio 1895, in occasione del carnevale. Ebbe sede in Torino, in via della Zecca 16 (attuale via Verdi), con l'ingresso in fronte al Teatro Scribe. Trattasi di un café chantant, che offriva, oltre a concerti e numeri acrobatici e cabarettistici, probabilmente anche con l'intervento degli stessi studenti, una "sala Edison", l'"Oracolo della pitonessa" e l'"Averno". Sembra probabile che fosse rimase aperto solamente per il periodo dei festeggiamenti del carnevale.réclame per l'inaugurazione del circolo con "Elenco generale degli Artisti del Café Chantant", 15 feb. [1895] (2 copie);réclame per la "Grande Rappresentazione col debutto dei celebri sbarristi Fréres Hurtigstarkmann", 18 feb. [1985, il giorno è corretto con il 20 feb.];réclame per "Due grandi rappresentazioni", il "Grande Matinée per il mondo piccino" e la "Serata d'onore della Canzonettista Italiana Signorina Krauth", 21 feb. [1895] (2 copie);réclame per "Due grandi rappresentazioni", [21 feb.] 1895;"Al gran Bath'Aclan (sic) Programma carnovale 1895", 1895 (2 copie, una in bianco); progetto grafico di Vittorio Oreglia d'Isola;"Menù del pranzo Bath'Aclan (sic)", 17 mar. 1895; progetto grafico di Vittorio Oreglia d'Isola;réclame "Torinesi! È arrivato Edison", 1895;finto telegramma indirizzato al "Generale Bath'Acklàn" da Edison, 10 [mar. 1895] (2 copie);finto telegramma indirizzato al "Generale Bath'Acklàn" dalla "Troupe di Clowns Frères Bagnaty Subiola Brothes, s.d. (4 copie);finto telegramma indirizzato al "Generale Bath'Acklàn" dai "Brothers Morvell e Gorbaz", s.d. (4 copie);finti telegrammi di "Ta petite e jolie Iver Gryllet Canzonettista Francese" e "Miss D'Yldo Canzonettista Inglese", s.d.;comunicato di rettifica di un articolo della «Gazzetta del Popolo della Domenica» con cui il circolo prende le distanze da uno spettacolo nominato Bath'Acklàn, ma non promosso dallo stesso, s.d. (2 copie);"Programma per la sera di Domenica 4 Marzo", s.d.;

Carriera di Filiberto Avogadro di Collobiano

Si compone di un certificato ufficiale, sul recto della prima carta, e di due memorie non coeve tra di loro, sul verso della seconda.Il certificato di buona condotta è relativo a Filiberto Avogadro di Collobiano, firmato dal rettore della Regia Università Antonio Del Carretto di Lesegno, con il visto del riformatore Giovanni Battista Incisa Beccaria di Santo Stefano, 1° giugno 1815. Reca il sigillo in carta del Magistrato della Riforma, composto dalle armi di Casa Savoia e dalla legenda "Regii Archigymnasii Taurinensis Magistratus". Riporta che il suddetto, insieme ad altri studenti, prese parte ai disordini nel ghetto verificatisi il 1° marzo 1815, in seguito ai quali fu arrestato e interruppe gli studi senza sostenere alcun esame, ma ciò nonostante era uno studente meritevole e mantenne una "lodevole condotta" dopo quell'episodio.Come risulta dalla prima delle due memorie, a firma di B. Morra di Lavriano, questo certificato, insieme a un secondo "più favorevole", fu richiesto da Morra medesimo all'Università poiché, essendosi egli speso col ministro della Guerra Giuseppe Maria Galleani di Agliano per far ottenere ad Avogadro "una sottotenenza in un Reggimento di cavalleria", dovette poi fornirgli di che rassicurare il re sulla natura e la condotta di Avogadro, quando si diffuse la notizia del suo precedente arresto, per evitarne la destituzione. Nei fatti, il presente certificato fu trattenuto presso di sé da Morra, ritenendo che "avrebbe fatto cattivo effetto agli occhi del re", mentre consegnò al ministro solo il secondo.La seconda memoria, anonima, probabilmente aggiunta nel 1842, ricorda che Avogadro di Collobiano poté proseguire la propria carriera, divenendo uomo di fiducia e favorito del re Carlo Felice ("ne era il segretario particolare, l'amico, il confidente ed il volea continuamente presso di sé in tutti gli affari. Dicesi ne abbia ricevuti regali vistosissimi") e, dopo la sua morte nel 1831, conservatore della Casa ed Azienda della regina vedova Maria Cristina e suo cavaliere d'onore nel 1842.

Carte relative a Enrica Fortunati

Attestazione del corso di Assistenza sanitaria e soccorsi d'urgenza (Delegazione dei Fasci femminili, Giovani italiane), 11 mag. 1928;2 quietanze di pagamento della Tesoreria dell'Università di Torino, 12 gen. 1934;lettera del tecnico dell'Orto Botanico di Torino [Pietro] Fontana a [Pietro] Fortunati, 30 giu. 1936.

Carte relative a Gabriella Gallino

Tessera di riconoscimento dell'Istituto superiore di Scienze economiche e commerciali di Venezia, 9 gen. 1939;fotografia di due studenti universitari in divisa fascista [Mario Serravalle ?] davanti a un palazzo storico [Venezia?], ott. 1940;lettera di Mario Serravalle a Gabriella Gallino, 15 gen. 1941;lettera di Mario Serravalle a Gabriella Gallino, 21 gen. 1941.

Carte sciolte

  • IT ASUT ALBERA - Ass. S.O.T.C. S.O.T.C.a.P. Carte sciolte
  • Unità archivistica
  • 1946 - 1991
  • Parte di Collezione "Marco Albera"

locandina a stampa della fondazione del S.O.T.C. a firma del pontefice Lucius Primus bonus (Luciano Pirinoli), 1946;tesserino in bianco, [1946-49];patente goliardica di Sergio Forgione emessa dal pontefice Giulianus I Italicus (Giovanni Ligotti), 1950-51;comunicato dattiloscritto con programma dei festeggiamenti carnevaleschi a firma del pontefice Giulianus I Italicus (Giovanni Ligotti), gen. 1951;programma "dell'apertura del DXLVIII Anno Goliardico" a firma del cardinal decano reggente della goliardia pedemontana Vito Antonio, 20 nov. 1951;volume ciclostilato "Goliardia torinese e pedemontana MCMXLV-MCMLI" a cura di Vito Risucci e Alda Santi, 1952comunicato dattiloscritto intitolato "La goliardia è vita" a firma di Dino Giordano, vicario pontificio del S.O.T.C., [ante 22 ott. 1952];notifica del pontefice Vitus Lucius II Magnificus (Vito Antonio Risucci) su carta intestata, in cui dichiara che a seguito della dimissioni del vicario pontificio Dino Giordano torna in possesso dei documenti del S.O.T.C., 22 ott. 1952;tagliando di iscrizione in bianco, [1955];tagliando di iscrizione di Michelangelo Goria (?), [1955];patente di attribuzione della dignità di nunzio apostolico presso il Grifoneus Goliardiae Perusinae ad Albino Maria La Rosa concessa dal pontefice Nicholaus I Conciliator (Nicola de Cesare) e firmata da Piero Pagani primo cardinale degli esteri, 8 gen. 1964 (?);patente di nomina a curiale con sigillo in cera lacca di Paulum Antipapam (?) firmato dal pontefice Johannes V Taurinensis (Mario Giannese) e con i timbri del S.O.T.C. e del collegio dei cardinali., 18 nov. 1967;albo ufficiale del senato del S.O.T.C., sul retro copia anastatica del papiro matricolare del 1969, 1989;comunicato a stampa "Regio distintivo universitario del 1791" a firma di Renatus I Musicus (Renato Germonio), Zeus Renatus V Persecutor (Manlio Collino) e Innominatus (Marco Albera), 25 nov. 1991;portfolio di documenti in fotocopia riguardanti la storia dell'Università e di proprietà di Marco Albera, raccolti per essere offerti al rettore Mario Umberto Dianzani, al quale è richiesto un appuntamento per presentargli le future iniziative, tra cui un gemellaggio con l'analogo ordine goliardico dell'Università di Cagliari, 7 ott. 1991;carta intestata e busta con logo, s.d.;patente di nomina in bianco, s.d.;3 scatti dello studio fotografico Gherlone Gay del corteo goliardico per via Roma e piazza Carlo Felice, [1950-60?];copia della fotografia di Ovidio Borgondo (Cavour) nei panni del Pontifex Goliardorum tra i goliardi torinesi in costume, scattata nel cortile del Palazzo del Rettorato durante la cerimonia di Depositio Matricolarum del 1928, s.d.;

Carte sciolte inerenti alla carriera studentesca

Raccolta di carte sciolte, di natura istituzionale, inerenti la carriera accademica degli studenti di vari atenei, provenienti da archivi privati: tessere di riconoscimento, libretti di iscrizione, certificati, quietanze di pagamento, etc.

Carte sciolte inerenti la goliardia

Papiro di nomina a cacciatore di matricole di Aloisio Stimellica (?), 5 nov. 1900 (Università di Pisa);Manifesto per il trentesimo anniversario dei Ludi sollazzevoli matricolari, 28-29 giu. 1962 (Roma ?);Finto manifesto del Ministero della Finanze e della Banca d'Italia sulla messa fuori circolazione valutaria delle banconote di 5.000 e 10.000 lire, 25 mar. 1981 (Sacra Goliae Conphraternita di Milano).

Centro Universitario Cinematografico - C.U.C.

Volantini, dépliant e opuscoli recanti i programmi complessivi delle proiezioni tenutesi nei vari anni accademici e i programmi dei singoli cicli di proiezioni.Il Centro Universitario Cinematografico (C.U.C.) di Torino fu fondato nel febbraio 1954, a seguito della mozione approvata il 20 gennaio dall'assemblea del Comitato Studentesco Universitario Interfacoltà (C.S.U.I.), che aveva incaricato la propria commissione culturale di costituire un ufficio dedicato alla cinematografia. Il Centro Universitario Cinematografico risulta iscritto all'ufficio cinema dell'Unione Nazionale Universitaria Rappresentativa Interfacoltà (U.N.U.R.I.), a cui afferivano i C.U.C. attivi presso altri Atenei. Sin da marzo fu operativo, promuovendo conferenze, cicli di proiezioni e allestendo negli anni seguenti una biblioteca e un'emeroteca dedicata a tematiche cinematografiche, probabilmente presso la biblioteca dell'Interfacoltà in Palazzo Campana. I cineforum si tennero in varie sale: i programmi segnalano il Cinema San Giuseppe (via Andrea Doria, 18) e il Cinema Bernini (Piazza Bernini). La segreteria del C.U.C. era collocata nei locali dell'Interfacoltà, in via Po 17; solo per il 1960-61 gli opuscoli indicano che trovava sede presso Palazzo Campana, in via Carlo Alberto 10. Gli abbonamenti e i biglietti potevano essere anche ritirati alla Galleria la Bussola, in via Po, 9, sede per almeno un periodo del Cine Club Universitario.Il volantino della stagione 1954-55 segnala che allora erano in corso trattative per estendere anche agli studenti del Politecnico la possibilità di iscriversi alla tariffa agevolata di 1000 lire, anziché 1800.

Centro Universitario Teatrale - C.U.T.

Tessera annullata dell'associazione, rilasciata a Nino Orlando, 1958: reca sul verso la riproduzione di un disegno di Guido De Bonis e sul recto l'intestazione con l'indicazione "anno II".Manifesto relativo a Tre conferenze sul teatro, 1958:Gian Renzo Morteo su il teatro di Eugène Ionesco, con la letture de La cantatrice calva a cura della Compagnia Sperimentale del Teatro Contemporaneo, 13 mar.;Luigi Sarzano su teatri universitari e teatri di comunità in America, 20 mar.;Paolo Levi sul teatro ebraico, con letture dal dramma yiddish Dibbuck, 31 mar.Reca in testa l'intestazione Comitato Studentesco Interfacoltà, Centro Universitario Teatrale.Il Centro Universitario Teatrale (C.U.T.) fu fondato nell'immediato dopoguerra, probabilmente già nel 1946. Nonostante risulti aderente alla Federazione Italiana Teatri Universitari, l'attività promossa nei primi anni fu probabilmente precaria: per la mancanza di fondi, nel 1950, la sede sociale fu ospitata nei locali della Corda Fratres. Nel febbraio 1956 il C.U.T. fu quindi rifondato su nuove basi, probabilmente anche in più stretto rapporto col Comitato Studentesco d'Interfacoltà, che in un primo momento non risulta presente nelle sue attività. Nell'anno accademico 1956-57 l'organizzazione promosse un centro di studi teatrali, aperto anche a professori e critici; in questa occasione la sede sociale dell'associazione risulta ospitata nei locali dell'Unione Culturale, presso Palazzo Carignano.

Cine Club Universitario

Volantini e dépliant recanti i programmi dei cicli di proiezioni e delle singole serate. Si conserva inoltre una busta che, seppur priva del contenuto, risulta relativa a un invito a presenziare come membro della giuria popolare all'anteprima del film Il cammino della speranza di Pietro Germi, tenutasi al cinema Lux di Torino il 19 novembre 1950: anche se non vi sono riferimenti all'associazione, data la consonanza tematica, si è deciso di aggregarla a questi materiali.Il Cine Club Universitario di Torino fu costituito nel 1950-51. Nel primo anno si contano 43 iscritti e 21 proiezioni, che nel 1951-52 crescono sino a raggiungere la quota di 410 soci, di cui 230 universitari e i rimanenti affiliati alla sezione studenti medi, e le 35 proiezioni. I cineforum si tenevano presso il Cine Teatro COR (via San Francesco da Paola, 42), mentre la sede era ospitata almeno dal 1952 nei locali della Galleria la Bussola (via Po, 9). I programmi dell'anno accademico 1950-51 definiscono l'associazione come "Sezione cinematografica del C.S.T.: non è stato possibile sciogliere la sigla, forse da riferirsi a un comitato studentesco torinese ancora da individuare. I fogli di sala del periodo successivo non riportano più questa dicitura.

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