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Esami privati del primo e secondo anno dati nelle Scuole secondarie universitarie in provincia

Dopo i moti del 1821, è chiuso il Collegio delle Province e si inaspriscono i controlli su abitudini di vita e condotta degli studenti (Regie Patenti del 23 luglio 1822). A partire dall'anno accademico 1830-31 (Manifesto del Magistrato della Riforma dell'11 ottobre 1830) è previsto che lo studio si svolga privatamente, nelle città di residenza degli studenti, con parziali eccezioni solo per gli insegnamenti clinici, che devono avvalersi degli Ospedali. In base al Manifesto del Magistrato della Riforma del 24 marzo 1832, frequentavano a Torino i corsi di tutto il quinquennio e vi sostenevano gli esami gli studenti delle province di Torino, Pinerolo e Susa, mentre gli studenti provenienti dalla altre province erano tenuti a seguire i corsi del quinquennio e a sostenere gli esami per i primi tre anni nei rispettivi territori, prima di passare a Torino solo per gli esami dell'ultimo biennio.
Il regolamento approvato pochi mesi dopo (Regio Biglietto n. 2558 del 25 agosto 1832) inaugurò le così dette Scuole secondarie medico-chirurgiche delle Provincie. Queste prevedevano un biennio comune per gli aspiranti medici e chirurghi e un esame al termine di ciascun anno.
Il Regolamento per la Facoltà medico-chirurgica approvato con Regio Biglietto del 25 luglio 1844 stabilirà la cessazione delle Scuole secondarie medico-chirurgiche di Mondovì e Vercelli (art. 29 c. 1) e consentirà ai soli studenti di Chambéry e Nizza di seguire i primi due anni di corso nelle rispettive città.

I registri di questa sotto-sottoserie sono utilizzati per verbalizzare gli esami del biennio comune alle Facoltà di Medicina e di Chirurgia, separate fino al 1844, tenutisi nelle Scuole secondarie medico-chirurgiche delle Provincie.

D

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Corrispondenza. Carteggio per mittente. D
  • Parte
  • 1956-01-22 - 2012-12-26
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza: mittenti per D.

Gavazzoli Tomea, Maria Laura

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Carteggio. Gavazzoli Tomea M.L.
  • Unità archivistica
  • 1993-02-11
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza tra Maria Laura Gavazzoli Tomea ed Enrico Castelnuovo, scambiata nella prima metà degli anni Novanta, in accompagnamento a estratti non rinvenuti.

Gauthier, Serge

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Carteggio. Gauthier S.
  • Unità archivistica
  • 2000-01-15
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza tra Serge Gauthier ed Enrico Castelnuovo, scambiata nei primi anni Duemila.

Gauthier, Marie-Madeleine

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Carteggio. Gauthier M.-M.
  • Unità archivistica
  • 1969-05-06 - 1997-03-11
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza tra Marie-Madeleine Gauthier ed Enrico Castelnuovo, scambiata tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta. Di una lettera, senza data, si conserva solamente la fotocopia dell'ultima pagina.

Gardner, Julian

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Carteggio. Gardner J.
  • Unità archivistica
  • 1997-11-05
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza tra Julian Gardner ed Enrico Castelnuovo, scambiata nella seconda metà degli anni Novanta in accompagnamento ad allegati non rinvenuti.

Garin, Eugenio

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Carteggio. Garin E.
  • Unità archivistica
  • 1966-12-28 - 1986-11-07
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza tra Eugnio Garin ed Enrico Castelnuovo, scambiata tra la seconda metà degli anni Sessanta e la seconda metà degli anni Ottanta.

Garboli, Cesare

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Carteggio. Garboli C.
  • Unità archivistica
  • 1985-01-10 - 2001-12-06
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza tra Cesare Garboli ed Enrico Castelnuovo, scambiata tra la metà gli anni Ottanta e i primi anni Duemila. Alla lettera del 10 gennaio 1985 è allegato un articolo su Alessandro Manzoni del mittente: Alessandro il Grande, «L'Unità», 6 gennaio 1985, p. 11.

Gamboni, Dario

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Carteggio. Gamboni D.
  • Unità archivistica
  • 1983-07-20 - 1998-01-23
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza tra Dario Gamboni ed Enrico Castelnuovo, scambiata tra l'inizio degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta. Parte accompagna gli estratti di cui il mittente è autore.

Gaborit, Jean-René

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Carteggio. Gaborit J.-R.
  • Unità archivistica
  • 1999-01-28 - 2004
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza tra Jean-René Gaborit ed Enrico Castelnuovo, scambiata tra la seconda metà degli Novanta e i primi anni Duemila. Del fax si conserva solo la copertina.

Gaborit-Chopin, Danielle

  • IT ASUT CASTELNUOVO - Carteggio. Gaborit-Chopin D.
  • Unità archivistica
  • 1991-06-17 - 1998-09-28
  • Parte diCastelnuovo, Enrico

Corrispondenza tra Danielle Gaborit-Chopin ed Enrico Castelnuovo, scambiata negli anni Novanta. Le lettere sono scritte da Gaborit-Chopin, il fax è una minuta di Castelnuovo.

Verbali degli esami privati

A decorrere dal 1831 cessa di essere verbalizzata nella presente serie la totalità degli esami privati. Viene effettuata su registri comuni alle due Facoltà di Medicina e di Chirurgia la registrazione di esami comuni ai due percorsi.

Facoltà di Chirurgia

Nel 1721, il Collegio dei Chirurghi (fondato nel 1676) venne formalmente aggregato all'Università. In questa fase Chirurgia non costituiva una vera Facoltà, bensì un corso di studi reso obbligatorio per gli aspiranti chirurghi. Permaneva tuttavia una netta distinzione di prestigio rispetto alla Medicina: ai chirurghi veniva ancora rilasciata una patente, mentre ai colleghi medici spettava il titolo accademico di laurea.
Gli esami differivano in base all’ambito professionale d'approdo, distinguendo tra l'abilitazione per l’esercizio nelle "terre e villaggi", nelle "città" o per il titolo di "chirurgo collegiato di Torino".
Le Costituzioni universitarie del 1729 confermarono questa impostazione, definendo con maggior precisione i percorsi: tre anni per il chirurgo collegiato in affiancamento al professore nella sua attività ospedaliera; studi completi anche per chi voleva esercitare nelle città "di qua dai monti", ma con due soli anni di attività ospedaliera. Per chi intendeva esercitare "nelle terre e villaggi" invece, la formazione restava in forma di apprendistato sotto la guida di un chirurgo approvato.
Attribuirono anche al Collegio chirurgico l'onere di esaminare le allieve ostetriche del neonato corso per levatrici (cfr. R. Biglietto del 6 maggio 1728), prima di conceder loro le patenti.
La riforma del 1738 elevò il corso a cinque anni, integrandolo con ulteriori insegnamenti sia teorici che pratici. Al termine di questo quinquennio si otteneva la patente per operare nelle città e il diritto di accesso al Collegio (a seguito di 4 esami). Per l'esercizio nelle province, invece, il sistema mantenne una corsia agevolata, ritenendo sufficiente la frequenza presso l'Università del solo ultimo anno di corso.
Nel 1756 vennero aggiunti due esami intermedi (alla fine del terzo anno e all'inizio del quarto). Le Costituzioni del 1772 mantennero l'obbligo dei cinque anni ma resero più rigida la selezione: quattro esami per i chirurghi collegiati, tre per chi operava nelle città piemontesi ("di qua dai monti") e due per tutti gli altri.

Diverse serie documentali si fermano al 1804 o vedono delle lacune tra il 1805 e il 1814, in corrispondenza cioè della rielaborazione del sistema d'istruzione superiore voluta da Napoleone, che aveva stravolto in particolare l'assetto delle Scuole di Medicina (cfr. Règlement pour l'école de médicine de Turin del 1803 che poneva la Scuola di Medicina sotto il controllo diretto del Ministero degli Interni francese, e la successiva legge del 4 luglio 1805).

Con la Restaurazione viene ripristinato l'assetto pre-napoleonico dell'Università. Tuttavia, nel giro di poco tempo, Chirurgia assurge a Facoltà con l'approvazione di un proprio regolamento (Regio biglietto n. 237 del 10 ottobre 1815). Quattro i gradi conferiti: uno di sola approvazione (per esercitare in provincia) e tre accademici (baccelliere, licenza e laurea), oltre a quelli di flebotomo, dentista e ostetrica.
Già alla fine del regno di Carlo Felice era stata decretata la chiusura dell’ateneo torinese, con lo spostamento dei corsi nelle province. Nel 1832, inoltre, venne approvata un’importante riforma degli studi medici e chirurgici, che mirava ad una più stretta integrazione dei due percorsi di studio, per mezzo dell’unione dei primi due anni di corso (solo nelle provincie) e di agevolazioni nel conseguimento della doppia laurea. La conseguente strutturazione più rigorosa degli esami implicò inoltre la scomparsa della figura del chirurgo semplice, dotato della sola approvazione.

Esami privati, poi esami speciali

Verbali degli esami privati del primo, secondo, terzo, quarto, quinto anno e secondo di laurea fino al 1860; dal 1861 (p. 392) verbali degli esami speciali di diverse materie (Igiene e medicina legale, Botanica, Patologia generale, Patologia speciale chirurgica, Fisiologia, Materia medica, Zoonomia e zoologia, Anatomia patologica, Oculistica). Con rubrica

Esami per il conferimento dei gradi

La serie è articolata in esami privati e pubblici fino all'entrata in vigore della legge Casati, quando subentra quella in esami speciali, che vertono su ciascuna singola materia oggetto di insegnamento, ed esami generali. Con successivo Regolamento generale, approvato con R.D. 8 ottobre 1876 n. 3434, subentra un'articolazione in esami di promozione, di licenza e di laurea, da sostenersi per gruppi di materie. Il sistema degli esami a gruppi è abolito con il R.D. 12 febbraio 1882 n. 645, "Modificazioni al Regolamento generale universitario approvato con regio decreto dell'8 ottobre 1876" che reintroduce gli esami speciali sulle singole materie e prevede un esame di laurea consistente "in una disputa intorno ad una dissertazione, scritta liberamente dal candidato sopra un tema da lui scelto nelle materie delle quali ha dato saggio negli esami speciali, ed intorno ad alcune tesi da lui parimenti scelte in quelle stesse materie".

Registro 2° del Collegio di Cirugia [sic]

Volume delle adunanze del consiglio del Collegio dei Chirurghi relativa alle elezioni annuali del Priore e di due Consiglieri del Collegio (formula di giuramento allegata su carta sciolta) e alla determinazione dei compensi per le prestazioni.
Nella seduta del 5 settembre 1772 si discute sulla formazione degli ostetrici.
In due carte sciolte, relative al pagamento dei compensi, sono citati Vincenzo Malacarne, professore emerito di Chirurgia (1773); Francesco Fea e Benedetto Lyonne, chirurghi (1781). In una terza sono le disposizioni sul diritto dei sindaci chirurghi a dare il proprio parere sull'ammontare delle tasse (1778).

Registro del Collegio dei Cerusici

Volume delle adunanze del consiglio del Collegio dei Cerusici dalla seduta del 31 dicembre 1729 relativa all'elezione del Priore, dei due Sindaci e dei Consiglieri del collegio fino a quella del 6 aprile 1766.
Sono qui verbalizzati anche le ammissioni di chirurghi al Collegio, le sedute per la definizione dei compensi dovuti ai chirurghi e flebotomi per le loro prestazioni, i dibattiti su casi medici controversi e su abusi verificatisi nell'esercizio della professione.
Su c. 22v trovasi trascritta una lettera inviata dal segretario del Collegio al rappresentante del Protomedicato di Asti, datata 16 maggio 1734, in cui sono elencate le disposizioni per sanare la posizione di chirurghi e flebotomi che esercitavano la professione da prima dell'istituzione del corso universitario.
Nella seduta dell'11 giugno 1741 sono descritti dettagliatamente i diplomi che i chirurghi e flebotomi dovevano esporre nelle proprie botteghe a riprova delle patenti conseguite (c. 27v).
Il tema degli abusi risulta di attualità per ancora molti anni, nonostante gli editti reali via via promulgati per regolare l'attività dei chirurghi e affini: il 14 maggio 1742 viene proposto che al Collegio sia concesso di istruire un proprio statuto, la cui trasgressione comportasse una punizione (c. 30).

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