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Mottura, famiglia
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Nuovi orientamenti delle teorie medico-biologiche nell'Unione Sovietica

Materiali preparatori alla pubblicazione su "Minerva Medica", anno XLIV, vol. I, n. 34 (28 aprile 1953): piano dell'opera, con testo delle Avvertenze di Enzo Arian; diverse stesure delle bozze della Presentazione, di Giacomo Mottura; traduzioni dei resoconti pubblicati su riviste tedesche delle deliberazioni dell'Accademia delle Scienze mediche dell'URSS e dell'Accademia delle Scienze dell'URSS sulle teorie fisiologiche di Ivan Petrovich Pavlov e della Società degli anatomo-patologi di Mosca sulla critica della patologia cellulare di Virchow e lo sviluppo della pato-morfologia sovietica; rassegna bibliografica; corrispondenza con Felice Balbo e con Mario Motta per un confronto sul proprio scritto.
Mottura, come Arian, ritene importante la conoscenza delle teorie che si vanno affermando in Unione Sovietica e che puntano a dimostrare "la possibilità della trasmissione ereditaria di caratteri acquisiti dall'individuo sotto l'influenza di condizioni ambientali nel giro di una sola generazione", ma avverte al contempo, rifacendoci ad Antonio Gramsci, il rischio di derive fideistiche e di caduta nella "superstizione scientifica" e sostiene con forza che "la validità scientifica dev'essere affermata sulla ripetibilità della verifica in tutte le condizioni che possano mettere in forse la validità dell'ipotesi". La difesa dell'ereditarietà dei caratteri acquisiti era stata al centro della comunicazione dell'agronomo Trofim Lysenko all'Accademia di Scienze agrarie dell'URSS il 7 agosto 1948 e tale visione, contraria alla genetica classica, si era affermata nel paese, provocando un dibattito anche in Europa e in Italia.

Collaborazione con la casa editrice Einaudi

Una lettera di Massimo Aloisi a Mottura (18 luglio 1948) circa l'ipotesi di creazione di una nuova "collana di ricerca scientifica": paventa il rischio "così facendo, di svuotare troppo la "Biblioteca di cultura scientifica"; una lettera di Ubaldo Scassellati a Mottura (9 dicembre 1949), in cui comunica di essere stato sostituito da Paolo Boringhieri nella responsabilità dei libri scientifici. Si dimostra preoccupato per "la debolezza organizzativa della redazione" della rivista "Cultura e realtà"; risposta di Mottura a Scassellati (16 dicembre 1949), in cui manifesta la propria preoccupazione per la cattiva organizzazione della casa editrice e per i continui ritardi nei pagamenti delle collaborazioni.

Giunta popolare

Il 28 aprile 1945, cacciati i nazifascisti dalla Città di Torino, il Comitato di Liberazione Nazionale per il Piemonte insediò una Giunta popolare con Giovanni Roveda come sindaco; Domenico Chiaramello, Ada Prospero, Gioachino Quarello vice-sindaci; Michele Barosso, Domenico Coggiola, Mario Passoni, Fausto Penati, Giacinto Zaccheo, Alfredo Lucca, Giuseppe Ravina, Leandro Saija, Adolfo Occhetto, Piera Verretto Perussono come componenti.
Giacomo Mottura ricoprì l'incarico di assessore effettivo con Sovraintendenza alla Divisione XI Stato Civile e Cimiteri dal 14 settembre 1945 e fino all'insediamento del primo consiglio comunale elettivo il 5 dicembre 1946.

CLN, Giunta popolare, Sinistra Cristiana

Del proprio impegno nella Resistenza, nell'amministrazione della città di Torino dopo la Liberazione e del proprio orientamento politico Mottura tratta in una lunga lettera del 30 gennaio 1978 al compagno di Liceo Luigi Sponzilli, in cui riconosce nel magistero di Vincenzo Monti, suo professore nel 1923-24, "una scuola di carattere della quale ambisco confessare un'impronta nella mia vita" ... "Mi sono svegliato politicamente qualche anno più tardi, ma solo attraverso quella illuminazione crociana che appunto faceva parte del suo insegnamento ... In seguito, mediante la lettura di grande parte dell'opera di Croce, sono giunto paradossalmente ad avvicinarmi insieme al marxismo e al cristianesimo. Sulla stessa via, ho incontrato in Felice Balbo uno dei maggiori amici e con lui sono approdato alla Sinistra cristiana durante i tempi bui dell'occupazione tedesca. Ho quindi fatto parte della prima Giunta popolare di Torino come assessore, in stretta collaborazione con Giovanni Roveda, fino alla scomunica di Pio XII e alle prime elezioni. Da allora non sono più stato iscritto a nessun partito e ho confinato le occasionali prese di posizione politica e sociale sempre, credo, seguendo quella linea, il che non mi ha reso popolare né fra i miei colleghi clinici né presso i pubblici poteri." ... "Anche a Guala sono stato vicino durante l'occupazione tedesca, quando egli dirigeva energicamente le Acque potabili, dove io nelle ore libere facevo gli esami batteriologici.".

Terza generazione

Documenti programmatici e bozze di articoli pubblicati nella rivista "Terza generazione" o comunque che paiono riconducibili agli interessi e all'attività di quel gruppo di intellettuali cattolici (tra cui Ubaldo Scassellati, Felice Balbo, Mario Motta, Giorgio Sebregondi, Augusto Del Noce, Sandro Fè d'Ostiani, Claudio Napoleoni, Gianni Baget, Nino Novacco) in quegli anni. Si tratta di personalità già legate alla Sinistra cristiana e poi iscritte al Partito Comunista o legate alla corrente dossettiana della Democrazia Cristiana. Come enunciato in un documento di Scassellati, il progetto culturale partiva dal riconoscimento di una crisi mondiale, culturale e sociale, con potenzialità catastrofiche; dalla convinzione che bisognasse sbloccare l'involuzione storica sul terreno teorico, a partire dalle fondamentali tesi della filosofia aristotelica tomistica, per fondare una scienza dello sviluppo.
Sono conservati: una lettera di Scassellati a Mottura del 31 marzo 1952 con allegato un ampio documento programmatico sugli obiettivi di ricerca e sul metodo di lavoro; la minuta della risposta di Mottura, non datata; otto dattiloscritti anonimi, di cui tre riconosciuti come bozze di documenti pubblicati su "Terza generazione" (uno scritto di Felice Balbo, senza titolo, pubblicato come "Sulla necessità di nuove dirigenze" su "Terza generazione", Presentazione, settembre 1953, pp. 13-14; "La potenza del dolore", di Italo Martinazzoli, pubblicato sul n. 2, novembre 1953, pp. 27-28); "Disponibilità", di Aimone Balbo, pubblicato sul n. 10-11, anno II, luglio-agosto 1954, pp. 35-36). Dei dattiloscritti di cui non è stato identificato l'autore quattro recano un titolo ("Lo sviluppo umano"; "Il modello etico di sviluppo umano"; "La formazione degli uomini"; "Ragioni e urgenza delle nuove dirigenze"), mentre un quinto, di ventitré pagine, ne è privo.

Cultura e realtà

Sono conservati i tre volumi pubblicati della rivista bimestrale "Cultura e realtà", pubblicata a Roma nel 1950 e diretta da Mario Motta. Nella premessa al primo numero si prende atto dell'esistenza di tanti problemi "aperti in ogni campo delle attività conoscitive" e si afferma che "possono venire convenientemente affrontati solo in termini di conoscenza", non avendo senso "aspettare dalla soluzione pratica della crisi materiale della società la soluzione della crisi della cultura". Dinanzi alla crisi della cultura ci si propone di "distinguere per unire", nella convinzione che si possano "trovare i mezzi concettuali nuovi capaci di risolvere i problemi ... solo attraverso lo sforzo di un dialogo comune, aperto a tutti e rispettoso di tutte le differenze".
Nel primo numero della rivista è pubblicato il contributo di Giacomo Mottura "L’ammalato per contratto di lavoro. Considerazioni indotte dallo studio delle malattie polmonari da polveri industriali", in cui l'autore denuncia come l’esigenza del basso costo della manodopera induca il sistema di produzione a preferire l’indennizzo obbligatorio (introdotto per legge in Italia nel 1943) a un cambiamento nei metodi di produzione che garantisca la sicurezza dei lavoratori: “La prevenzione obbligatoria delle malattie professionali si trova in contrasto con l'esigenza del basso costo a oltranza e, stia pure essa a far bella mostra di sé nella legislazione, il sistema attuale di produzione non può non cercare di eluderla, giacché la salute dell'operaio è il bene per esso meno costoso.”
Nelle dieci lettere tra Mottura e Mario Motta (dal 27 novembre 1949 al 7 novembre 1950) emergono le soverchianti difficoltà finanziarie che porteranno alla chiusura della rivista dopo soli tre numeri. E' presente anche una lettera di Giorgio Sebregondi a Mottura (22 novembre 1950), in cui tratta "dello sviluppo che la rivista intende dare agli articoli motturiani" e propone come argomento meritevole di approfondimento l'organizzazione degli studi scientifici in Italia e la situazione degli Istituti di ricerca.

Comunismo e cristianesimo

Sono conservati: un numero, mutilo, della rivista francese "Esprit" (8-9, agosto-settembre 1946), che contiene un'inchiesta sul tema "Monde chrétien, monde moderne"; due stesure, una manoscritta e una dattiloscritta della traduzione, da parte di Mottura, dell'intervento dell'abate Pierre Teilhard de Chardin "Le Christianisme et la science" (pubblicato alle pp. 249-256); un manoscritto di Mottura che ripercorre i concetti fondamentali che emergono dalla lettura della rivista.
Sono qui inseriti anche un dattiloscritto di Giorgio Sebregondi su "Chiesa universale o chiesa contro-riformista", insieme alla lettera di Sebregondi a Mottura (del 13 marzo 1949e alla copia di una lettera di Balbo a Sebregondi con osservazioni sullo scritto.

Collaborazione con "Il Politecnico" e rapporti con Elio Vittorini

Scambio di lettere tra Mottura e Vittorini nell'agosto del 1945: Mottura invia un articolo intitolato "Lavoro e malattia: la silicosi", ma Vittorini non ritiene l'impostazione adatta ai lettori del "Politecnico" e gli propone pertanto delle modifiche. Non risulta che l'articolo sia stato pubblicato.
Fotocopia di lettera inviata da Mottura a Vittorini il 22 novembre del 1947, in cui Mottura esplicita in modo argomentato le proprie divergenze di vedute rispetto all'impostazione del giornale e al linguaggio che utilizza. Dice di se stesso: "Io non sono un materialista metafisico: credo che la vita è spirito, che la metafisica è spirito, che la libertà è verità, ma credo che la "fisica" il "mondo" è materia, che la materia è verifica [sottolineato nel testo], che la verifica è determinazione [sottolineato nel testo], che la determinazione è esatta [sottolineato nel testo] o sbagliata [sottolineato nel testo]. Per me la verità è sempre univoca ... è la malignità negli uomini, sono i loro limiti sociali e non solo sociali a farmi accettare e riconoscere la inevitabilità degli errori in me e negli altri". Gli risulta intollerabile l'utilizzo di un linguaggio che giudica fazioso e mistificante, finalizzato a fare clan e creare iniziati.
Sono presenti tutti i ventisette numeri del giornale uscito con cadenza settimanale, fino al n. 28 del 6 aprile 1946 (i numeri 13 e 14 costituiscono un'unica uscita), e sette numeri del mensile, a partire dal n. 29 del 1 maggio 1946 fino al n. 38 del novembre 1947. Non è conservato l'ultimo numero uscito, il 39.

Notizie dal fronte (famiglia Gamna)

Busta con titolo "Per Laura", contenente una lettera di Anna Gamna alla sorella Laura, insieme alla trascizione di cinque lettere del loro fratello Giuseppe (agosto 1914), indirizzate ad Anna medesima o al fratello Carlo o alla madre, Angela Martinazzi, dai paesi di Longarone, Pieve di Cadore e Lozzo di Cadore, dove Giuseppe Gamna si trova arruolato nel 5. reggimento Genio. Sulla busta notazione a matita di Giacomo Mottura: "Agosto 1914 lettere di zio Peppino in avvicinamento al fronte trascritte da nonna Angela [Martinazzi] e Anna [Gamna]. Interessanti". Giuseppe Gamna, arruolato nel 5. reggimento Genio, si trova impegnato nelle operazioni di difesa e fortificazione che avevano interessato il Cadore fin dal momento dell’annessione all’Italia (1866) e poi con maggiore intensità dal 1904. Dal settembre 1913 numerosi emigranti, che avevano trovato un posto di lavoro in Germania e in Austria, ricevendo notizie di un possibile attacco nemico, cominciarono a rientrare in Cadore. Il governo incentivò l’arrivo di questi uomini attraverso bandi di arruolamento e biglietti gratuiti:
“Il treno era lunghissimo e per metà occupato da artiglieria da montagna ed un altro ne seguiva di alpini; al nostro fu aggiunto a Verona un treno lunghissimo di emigranti tutti su carri merci; spettacolo commovente indescrivibile … Questa mattina sveglia alle 4 e abbiamo fatto una prima marcia non lunga, senza zaino, su per una valle laterale per visitare dei lavori; domani faremo lo stesso in un’altra valle in posto un pochino più lontano e così di seguito finché saranno finite le visite di riordinamento dei lavori di tutte le valli che partono da questo paese [Longarone], ossia fino a sabato sera, momento in cui ci divideremo forse in due plotoni, uno per una valle qui vicino e l’altro (probabilmente il mio) per l’alto Cadore … Ma tutto per ora non è assolutamente altro che le solite autunnali visite di questo reggimento in queste parti" (Longarone, 13 agosto 1914, alla madre);
“… si direbbe quasi che non si è in quella spensierata compagnia che è una riunione di soldati, poiché tutti sono pensierosi e poco in vena di scherzare, io per primo; pensa che da quando sono stato richiamato non ho ancora sentito in treno, in caserma o fuori quelle canzoni monotone speciali dei soldati; si vede che il pensiero generale è alle famiglie ed al futuro. … dicesi che Pieve sia già piena di militari. Ieri sera è giunta qui una squadra di artiglieria per requisire tutti i cavalli e simili che sono disponibili … Sento dire in questo momento che da lunedì la ferrovia (che saprai va fino a Pieve già da due anni) sarà unicamente a disposizione di servizi militari …” (Longarone, 15 agosto 1914, a Carlo);
“… ho dovuto scendere in un pozzo di sei metri di profondità costruito per poter far saltare un ponte, dal fondo del quale (pozzo) parte una galleria laterale orizzontale alta appena ½ metro ...” (Lozzo di Cadore, 19 agosto 1914, alla madre);
“… dopo il rancio siamo andati a visitare il forte del Colle Piccolo, non potente come l’altro più alto, però magnifico esso pure, ma spaventoso.” (Lozzo di Cadore, 20 agosto 1914, alla madre).
Biglietto del 17 luglio 1916 in cui Angela Martinazzi dà notizie a Dino Mottura dei figli Giuseppe Gamna ("la solita vita al rombo del cannone, scoppi di granate") e Carlo Gamna ("... in data 15 [luglio] sappiamo che è sempre a Treviso con centinaia di medici che aspettano destinazione a poco a poco sono inviati nelle varie zone ...").
Lettera del 24 luglio 1916 in cui Angela Martinazzi informa la figlia Laura che Carlo Gamna è partito il 22 per Portogruaro e che è stato nominato capitano. Non è stato rinvenuto il fascio di lettere con le notizie dal fronte che dice di trasmettere.
Cartolina postale del 22 agosto 1917 in cui Angela Martinazzi riferisce alla figlia Laura che "Carlo [Gamna], lasciato Castelfranco il 14, percorse gran tratto della pianura veneta verso Santa Maria La Longa, poi Percotto [sic], poi Clauiano ecc. portandosi dietro l'intera Sezione che è interamente affidata a lui e a un collega capitano, in attesa di un nuovo comandante. E' nel pieno trambusto del trasferimento, oggi qua domani là, obbedendo ad ordini improvvisi, attendandosi nella campagna o trovando asilo in cascinali."
Cartolina illustrata da Levo, in data 11 novembre 1918, indirizzata a Laura Gamna: "Con te, Dino e bimbi all'annunzio della seconda firma d'armistizio!" Firmano Maman [Angela Martinazzi] e Carlo [Gamna].

Studi al Liceo Ginnasio Massimo d'Azeglio

Scritti in versi, schizzi e disegni satirici su argomenti storici, letterari o mitologici, quadernetto compilato in terza liceo contenente i cognomi dei compagni di classe, tre fotografie di classe, di cui due scattate durante gli anni di corso, una durante un ritrovo nel 1955; comunicazione di un provvedimento disciplinare (19 aprile 1923).
Giacomo Mottura fu studente dall'anno scolastico 1919-20 al 1923-24, nella sezione B. Ebbe tra gli insegnanti Umberto Cosmo, Augusto Monti (soltanto nell'ultimo anno), Pilo Predella e Zino Zini; tra i compagni di classe Lia Corinaldi, Alberto Montel, Renzo Olivetti, Luigi Sponzilli.

Attività svolta presso l'Università degli Studi di Pisa

Registri delle lezioni di Anatomia e istologia patologica per gli anni accademici 1947-48, 1948-49; 1949-50, 1950-51; documentazione relativa al concorso ad aiuto in Anatomia e istologia patologica (1948) e corrispondenza tra Mottura ed Ennio Lucio Benedetti, vincitore del concorso (fino alla sua rinuncia per rientrare a Roma, nell'agosto del 1950; sono presenti anche lettere tra Mottura e il padre di Lucio, nonché la minuta di una lettera di Mottura al professor Sotti dell'Università di Roma, di cui Benedetti è allievo); atti della commissione di professori della Facoltà di Medicina e chirurgia per la valutazione dei lavori degli assistenti finalizzata al conferimento dei premi di operosità per l'anno 1948-49); altri documenti, tra cui: una relazione sullo stato dell'Istituto di Anatomia patologica inviata da Mottura al rettore e al preside di Facoltà al termine del primo anno di servizio a Pisa (9 luglio 1948); la minuta del verbale della commissione per il conferimento del "Premio Dott. Manlio Ferrarini", assegnato ad Angelo Bairati (18 maggio 1949); una tabella manoscritta, di mano di Mottura, da cui risulta il numero di autopsie (310) svolte tra il 1948 e il 24 ottobre 1950.

Per l'istituzione di un insegnamento di Oncologia

Giacomo Mottura espone ai presidi delle Facoltà di Medicina e chirurgia prima di Pisa, poi di Torino le ragioni per cui ritiene importante e necessaria l'istituzione di "un corso dimostrativo complementare di oncologia a carattere unitario e sistematico, nel quale le nozioni di oncologia generale e la classificazione istituzionale dei tumori vengano applicate con la sistematica esemplificazione e con la discussione di numerosi casi speciali, dal punto di vista della diagnosi, della prognosi e della cura" (Pisa, 8 novembre 1949).

Appunti per il corso di Anatomia e istologia patologica svolto nell'a.a. 1951-52

Appunti dattiloscritti, con numerose correzioni manoscritte, relativi a dodici lezioni, con date dal 14 gennaio al 9 maggio 1952. Si tratta del primo corso tenuto da Mottura a Torino come titolare della cattedra. Risultano trattati gli argomenti: istologia, tecnica istologica, modificazioni cicliche dell'endometrio, iperplasia dell'endometrio, linfonodi dei seni, milza.
Non è più leggibile la data su appunti riguardanti le complicazioni della polmonite in seguito all'uso degli antibiotici.
Sono presenti anche appunti dattiloscritti non datati su: malattie della mammella, tiroide e cervello.
Prolusione tenuta da Mottura il 24 aprile 1952 su "Compiti e prospettive dell'Anatomia patologica" (cartoncino di invito ed estratto da "Minerva Medica, anno XLIII, vol. 1, n. 51 del 25 giugno 1952).

Corrispondenza ufficiale

Decreti di nomina, estratti di verbali di Consigli di Facoltà, bandi di concorso e documenti raccolti per parteciparvi, a partire dalla nomina ad assistente provvisorio presso l'Istituto di Anatomia patologica dell'Università di Torino (18-7-1932) fino al trasferimento, in qualità di professore ordinario, dalla cattedra di Anatomia e istologia patologica dell'Università di Pisa alla medesima cattedra presso l'Università di Torino (1-11-1951). Sono presenti: il decreto rettorale di promozione da assistente ad aiuto (6-2-1937); la nomina a consulente anatomopatologo per l'anno 1937 da parte dell'Opera Pia Sanatorio San Luigi Gonzaga; gli atti per il conferimento della libera docenza in Anatomia e istologia patologica (1937-38); gli atti relativi alla chiamata di Mottura a Pisa quale professore straordinario a decorrere dal 1° dicembre 1947 e alla successiva promozione a professore ordinario a decorrere dal 1° dicembre 1950.

Stagione concertistica 1928-29

Lista degli artisti rappresentati dall'Unione Nazionale Concerti (Roma), suddivisa in due parti, la prima per gli artisti italiani, la seconda per gli artisti stranieri. Programma (in tedesco) del Quartetto di Dresda.

11° concerto (13 giugno 1928)

Programma e testi delle arie.
Il concerto si tenne nella Chiesa del Corpus Domini. Intervennero Paola Filippini (canto) e Ulisse Matthey (organo).

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