Rovasenda (di), Giuseppe, conte di Melle <1824-1913>

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Tipo di entità

Persona

Forma autorizzata del nome

Rovasenda (di), Giuseppe, conte di Melle <1824-1913>

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      Altra(e) forma(e) di nome

        Codice identificativo dell'ente

        Area della descrizione

        Date di esistenza

        1824-1913

        Cronologia

        Giuseppe di Rovasenda, dei conti di Melle, nacque a Verzuolo (prov. di Cuneo) il 4 giugno 1824, discendente dell'antica famiglia piemontese il cui capostipite sembrerebbe essere Aimone conte di Vercelli (980).
        Dopo aver avviato la carriera legale, intraprese quella diplomatica, divenendo nel 1847 segretario della legazione sarda di Costantinopoli e nel 1848 segretario del Ministero degli esteri.
        Appassionato di montagna e di scalate, il 26 agosto 1863 giunse con il fratello Luigi fino in vetta al Monviso, ripetendo a soli 14 giorni di distanza l'impresa della prima spedizione italiana che ne conquistò la cima, quella guidata da Quintino Sella.
        Per tutta la sua lunga vita, Giuseppe di Rovasenda si dedicò con passione all'agricoltura, con particolare interesse per la viticoltura, che divenne oggetto preferito dei suoi studi sin dal 1860.
        Effettuò le sue prime ricerche nelle tenute di famiglia a Sciolze (prov. di Torino), e a Verzuolo (prov. di Cuneo), per poi acquistare un appezzamento collinare (la cosiddetta "bicocca") presso l'allora Comune di Villanovetta, ora frazione di Verzuolo, al fine di impiantarvi la coltivazione sperimentale di vitigni provenienti prima solo dal Piemonte, poi da tutta l'Italia, e da molte nazioni straniere.
        La collezione di vitigni si accrebbe anno dopo anno tra il 1870 e il 1880 circa; ogni varietà coltivata venne descritta e catalogata dal Rovasenda su schede e quaderni dai quali nel 1877 estrasse il "Saggio di un'ampelografia universale", il primo volume di un'opera che, secondo i desideri dell'autore, avrebbe dovuto essere costituita da tre parti distinte, contenenti l'intero corpus dei suoi studi ampelografici, e che invece è rimasta incompleta.
        Nel 1903, Giuseppe di Rovasenda, quasi ottantenne, dispose che la collezione di vitigni fosse trasportata tralcio a tralcio ad Alba presso la Reale scuola di viticoltura e di Enologia, a cui la donò insieme a tutti i suoi quaderni e appunti di studio.
        Nel corso della sua vita collaborò con il Bullettino ampelografico del Ministero dell'agricoltura e con gli Annali della Reale Accademia di Agricoltura di Torino, del quale fu socio ordinario dal 1878.
        Morì a Verzuolo nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 1913.

        Luoghi

        Stato legale

        Funzioni, occupazioni, attività

        Mandato/Fonti autoritative

        Articolazioni interne/Genealogia

        Contesto generale

        Area delle relazioni

        Area dei punti di accesso

        Punti d'accesso per soggetto

        Punti d'accesso per luogo

        Occupazioni

        Area del controllo

        Identificatore del record di Autorità

        Codice identificativo dell'istitituto conservatore

        Norme e convenzioni utilizzate

        Stato

        Livello di completezza

        Date di creazione, revisione, cancellazione

        Lingue

          Scritture

            Fonti

            Note di manutenzione