Showing 498 results

Archival description
Image
Print preview View:

498 results with digital objects Show results with digital objects

Rivolta del 1821

Carte relative alla rivolta avvenuta nell'Università nel 1821:fascicolo a stampa composto da 2 bifogli incollati, con le "Patenti colle quali S.E. il signor cavaliere Thaon di Revel Conte di Palungo luogotenente generale ne' regii stati stabilisce una delegazione per conoscere de' delitti di ribellione, tradimento, insubordinazione, ed altri commessi per operare lo sconvolgimento seguito nello scorso mese di marzo", 26 aprile 1821.2 bifogli a stampa con i sonetti "Alla patria" di C.A.M. (studente di Medicina all'Università di Torino) e "Agli italiani" di F.C. (studente di Legge all'Università di Torino), 1822fascicolo manoscritto composto da 6 bifogli cuciti, con il "Catalogo degli ufficiali che componevano la banda degli assassini che entrarono nell'Università la sera del 12 gennaio" e 20 componimenti poetici (per lo più sonetti) sull'insurrezione del gennaio 1821, che denunciano la dura repressione attuata del governatore Thaon di Ravel, 30 giugno 1822.4 tavole a stampa raffiguranti l'attacco dei soldati contro gli studenti asserragliati nel cortile dell'Università durante le agitazioni del 1821: 1) "Massacro degli studenti nell'università di Torino". Incisione di Giacomo Carelli su disegno di Antonio Masutti, estratta da Pietro Corelli, La Stella d’Italia, o nove secoli di casa Savoia, IV, Alessandro Ripamonti, Milano, 1862, tav. III; 2) la seconda copia della medesima incisione, proveniente da un volume non noto, è invece accompagnata dalla didascalia "... a colpi di spada e di bajonetta assalgono quei giovinetti inermi. (Pag. 408)"; 3) "I disordini universitarii d'altri tempi: Rivolta degli studenti torinesi nel 1821". Senza autore, estratto da «Illustrazione popolare. Giornale per le famiglie», XXXII, n. 15, 10 marzo 1895, copertina; 4) "La rivolta degli studenti dell'Università di Torino nel 1821". Illustrazione di Tancredi Scarpelli estratta da Paolo Giudici, Storia d'Italia, IV, Il Risorgimento, Nerbini, Firenze, 1958, tav. 19.volume Efiglio Giglio- Tos, Albori di Libertà. Gli Studenti di Torino nel 1821, Casa Editrice Renzo Streglio, Torino-Genova-Milano, 1906.L’11 gennaio 1821, al Teatro d’Angennes, alcuni studenti indossano un berretto di lana rossa con fiocco nero, colori caratteristici delle insegne carbonare, e per questo all'uscita sono arrestati dai carabinieri, in violazione del privilegio del foro. Il giorno dopo, per protesta, centinaia di studenti occupano il cortile dell’Università e vi si barricano, chiedendo la liberazione dei compagni. Nonostante la mediazione di Prospero Balbo, capo del Magistrato della Riforma, Ignazio Thaon di Ravel, governatore militare della città di Torino, ordina di sedare con la forza il tumulto. Le truppe, abbattuto il cancello su via Po, irrompono nel cortile, inseguono i giovani al piano superiore e fin nella cappella e ne feriscono una trentina a colpi di baionetta e sciabola. Ci sono arresti e ricoveri nell'Ospedale di San Giovanni. Una protesta sorta spontaneamente contro la violazione delle vecchie libertà universitarie assume un significato politico, anche in virtù del malcontento per le condizioni dell’Università, che nel 1814 era stata epurata di alcuni tra i migliori docenti, a causa della loro partecipazione alle vicende rivoluzionarie e alla collaborazione con il regime napoleonico, e sottoposta a un controllo ideologico soffocante.Molti studenti, insieme ad alcuni docenti e numerosi “ripetitori” del Collegio delle Province, prendono parte al movimento insurrezionale di marzo. Dopo la sconfitta di Novara a opera dell’esercito austriaco alcuni esulano in Spagna, tra cui tre degli studenti che avevano indossato il berretto rosso; altri sono arrestati.L’Università resta a lungo chiusa e sono adottati provvedimenti per evitare gli assembramenti di giovani in città, stabilendo che si istruiscano nelle città di provenienza. Nel 1822 è abolito il privilegio del foro, soppresso il Collegio delle Province e approvato un Regolamento in cui i doveri religiosi e il controllo costante su abitudini di vita e condotta suscitano sentimenti di ribellione.

Tumulti del 1885

"Torino. - L'agitazione universitaria (disegno di Oreste Silvestri)", tavola illustrata (fotozincotipia a colori ?) estratta da «L'Illustrazione Italiana», aprile 1885, tav. senza numero.Il 10 marzo 1885, in occasione del tredicesimo anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, a Torino si tennero alcune manifestazioni a cui parteciparono gli studenti, tra cui gli iscritti all'Associazione democratica universitaria. Questi assembramenti furono prontamente sciolte dalla forza pubblica, che procedette all'arresto dei partecipanti. Già nei giorni precedenti il prefetto Bartolomeo Casalis aveva mandato nelle aule dell'Università alcuni agenti in borghese, a vigilare sull'ordine pubblico, senza darne avviso alle autorità accademiche. L'11 marzo gli studenti mandarono una loro delegazione in Prefettura per chiedere spiegazioni, trovando però i cancelli chiusi e le forze dell'ordine pronte a respingerli. Mentre la protesta stava montando nel cortile dell'Ateneo, una seconda delegazione si recò nuovamente in Prefettura e fu finalmente accolta. Nel corso dell'assemblea del giorno seguente venne comunicato l'esito dell'incontro: la posizione del prefetto, che rivendicava l'opportunità del proprio operato per il mantenimento dell'ordine pubblico, infiammò i giovani, che mossero in corteo verso piazza Castello. La forza pubblica procedette a disperdere i manifestanti, ad alcuni arresti e al sequestro della bandiera degli studenti. Solo tramite l'intervento del rettore Enrico D'Ovidio si giunse a una tregua, con la restituzione del vessillo e la scarcerazione degli allievi arrestati.

Tumulti del 1897

Manifesto del rettore per il ritorno dell'ordine tra gli studenti, feb. 1897.Il 26 gennaio 1897 il ministro della Pubblica istruzione Emanuele Gianturco, in visita all'Università di Bologna, venne duramente criticato dagli studenti per le sanzioni disciplinari disposte contro i professori Antonio Labriola e Maffeo Pantaleoni. La protesta presto si allargò agli Atenei di Roma, Napoli, Sassari, Cagliari e Genova, dove si verificarono scontri tra gli studenti e la forza pubblica e furono chiuse le Università. A Torino il presidente del Circolo monarchico universitario Giovanni Toselli, studente di Giurisprudenza, inviò al ministro un telegramma di sostegno, in cui deplorava le manifestazioni dei colleghi bolognesi: questo episodio causò il 29 gennaio l’infiammarsi della protesta, guidata dallo studente di Lettere Carlo Sambucco. A febbraio l’Ateneo venne quindi chiuso e fu avviato un provvedimento disciplinare contro gli studenti che parteciparono alle contestazioni, con la conseguente loro espulsione.

Tumulti del 1791-1792

Opuscolo manoscritto sui tumulti studenteschi scoppiati a Torino tra il 6 e il 10 giugno 1791 e il 25 marzo 1792, post 1792.I fasc.: presenta una relazione in prosa, titolata "Relazione De' fatti seguiti a Torino Li 6, 7, 8, 9 e 10 del mese di Giugno 1791" e datata 11 giugno 1791;bifoglio sciolto: dà un resoconto in versi del medesimo episodio, senza titolo e data; mutila della prima parte;II fasc.: reca una cronaca in versi titolata "Lettera informativa de' passati tumulti" e datata 27 marzo 1792.Le agitazioni del 1791 scoppiarono a seguito dell'arresto di Giuseppe Parena, studente di Chirurgia apprendista presso il chirurgo Verna. Il ragazzo aveva schiaffeggiato una prostituta, Vittoria Fontana detta "bella Cabassina", dopo che questa lo aveva derubato. Le fonti e la storiografia propongono almeno due ricostruzioni dei fatti: la prima identifica come protettore della donna il sostituto assessore Antonio Zappa, che servendosi delle false accuse del parrucchiere e spia del Vicariato Lorenzo Oddono fece arrestare il giovane. La seconda vede invece come complice della donna solamente Oddono, che tramite una denuncia fraudolenta fece ordinare l’arresto del giovane da parte di Zappa, vittima anch’egli del raggiro. In entrambi i casi era violato il privilegio del foro: a difesa di questa immunità giuridica si levò la violenta sommossa armata degli studenti universitari e del Collegio delle Provincie, spalleggiati dagli artigiani e dai commercianti al minuto, che fu fronteggiata dall'esercito e si placò solamente dopo le pubbliche scuse di Zappa, la sua rimozione dalla carica e l'arresto di Oddono e della prostituta, esposti alla pubblica gogna. Il manoscritto in esame riporta la versione che incrimina Zappa come reo del misfatto, citando i nomi di varie autorità accademiche e della pubblica sicurezza cittadina, ma non quelli dello studente e della donna.I tumulti del 1792 iniziarono il 25 marzo: dopo aver solidarizzato l’anno precedente, gli studenti - in particolare quelli del Collegio delle Provincie - si scontrarono con gli "Artisti" (gli artigiani), fiancheggiati dai “Bottegai”. Alla base, il malcontento suscitato dalla concessione di speciali privilegi agli studenti, non parimenti accordati ad artigiani e commercianti. Una banale rissa nei pressi della Porta Nuova degenerò nei giorni seguenti in scontri armati per le vie della città: sono segnalati morti e feriti, nonché l'intervento dell'esercito.

Studenti nel 1848

Documenti inerenti il ruolo e le iniziative studentesche nel frangente del Quarantotto:"Brindisi e discorsi letti in occasione del pranzo degli studenti il 20 dicembre 1847", Tipografia Zecchi e Bona, Torino, 1847 (2 copie).Dedicato al ministro della Pubblica istruzione Cesare Alfieri di Sostegno, l'opuscolo raccoglie i discorsi di Roberto d'Azeglio, Cesare Balbo, Gian Lorenzo Cantù, Giacomo Durando, Folliet Gaspard, Giulia Molino-Colombini, Olimpia Savio-Rossi e del rabbino maggiore di Torino, testimoniando il caloroso sostegno da parte degli studenti al processo riformatore promosso da Carlo Alberto.manifesto a firma del ministro della Pubblica istruzione Carlo Boncompagni di Mombello sulle agevolazione concesse agli studenti arruolati per le campagne militari, 21 marzo 1848.Nel fervore delle Cinque giornate di Milano (18-22 marzo 1848), il manifesto dimostra l'interesse del Governo a tener vivo l'ardore dei giovani per la causa risorgimentale, tramite la concessione di facilitazioni a coloro che si fossero arruolati e garantendo la possibilità di sostenere gli esami e di non perdere l'anno anche se sotto le armi.appello dell'Associazione universitaria di Torino alla Guardia nazionale, 16 marzo 1849 (firmato La Commissione Esecutiva: Maccia, Sodani, Della-Cella, Torti, Pavese, De-Lorenzi, Ajreni, Gandolfi).Alla vigilia della battaglia di Novara, gli studenti fanno appello al corpo militare affinché si mantenga leale a Carlo Alberto e si faccia garante delle sue riforme, contro le "fazioni retrograde sopite, ma non dome, o la scaltrezza austriaca".

Ballo dell'orso del 1755

  • IT ASUT ALBERA - Agitazioni iniziative stud. Orso
  • File
  • ultimo quarto del XVIII sec. - 1902
  • Part of Collezione "Marco Albera"

Materiali relativi ai fatti occorsi a Torino alla fine di novembre del 1755, quando gli studenti si opposero con la forza allo svolgimento del ballo dell'orso e di un combattimento tra animali nel cortile dell'Ateneo, ritenendo tali manifestazioni lesive dell'onore dell'istituzione e proprio. Lo spettacolo, proposto da un "ciurmadore", era stato autorizzato da Carlo Luigi Caissotti, capo del Magistrato della Riforma. Dopo la distruzione delle palizzate montate per il circo, gli studenti respinsero un corpo di guardia inviato sul posto dalle autorità, che desistettero dall'intento e disposero il trasferimento dello spettacolo al Valentino.L'episodio diede materie a una ricca produzione in versi, i cui esiti sono raccolti in un volume manoscritto intitolato "Il Trionfo de' Studenti, Componimenti poetici 1759", conservato dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (ms T. I. 7)."Poesie fatte in occasione che si voleva piantare il ballo dell'orso nella regia Università di Torino" sono raccolte anche nella prima parte di un manoscritto della collezione del teologo Antonio Bosio (Biblioteca Civica Centrale, MS B.246).Sono presenti:"Composizioni poetiche sul fatto seguito nella Regia Università di Torino nel 1759", post 1759.Fascicolo composto da 4 bifogli: si tratta di una raccolta manoscritta di testi poetici, tutti presenti anche nella raccolta della Biblioteca Nazionale. Il primo componimento "Canto il fatto giocoso, che è seguito" è riportato dalla c. 23 v. alla c. 28 v., ma il manoscritto della Biblioteca Nazionale presenta in più una chiusa ("Heri iacet hic ursus nostro certamine victus / Ista novo pecori laurea danda fuit / Il fine). I tre sonetti si trovano alle cc. da 55 r. a 56 r. , ma con varianti.Non si è in grado di stabilire se i due manoscritti siano in rapporto tra di loro o derivino da una fonte comune. Il titolo del manoscritto presente nella collezione Albera, tuttavia, che intende l'anno 1759 come data dell'evento, sembra l'esito di un fraintendimento del frontespizio del manoscritto della Biblioteca Nazionale, dove l'anno è chiaramente da intendersi come riferito alla raccolta.Non si è proceduto a collazione col manoscritto della collezione Bosio.Efisio Giglio-Tos, "Il ballo dell'orso", Tipografia degli Artigianelli, Torino, 1902 (4 copie).Dettagliata ricostruzione dei fatti, utilizzando come fonte un poemetto anonimo in ottave dedicato a Caissotti, il cui testo apre la raccolta di componimenti della Biblioteca Nazionale. Non è possibile stabilire se Giglio-Tos abbia utilizzato come fonte il manoscritto in questione o disponesse del poemetto in altro esemplare.

Associazione Torinese Universitaria - A.T.U.

L'Associazione Torinese Universitaria (A.T.U.) fu fondata nell'anno accademico 1945-46 ed ebbe sede presso i locali dell'Ateneo in via Po 17. Il logo è composto da uno scudetto con la sigla dell'associazione e la sagoma del colonnato dell'Ateneo, con all'interno la Mole Antonelliana; lo coronano una feluca goliardica e il motto "ciò che fu torna e tornerà nei secoli". Il gruppo si dichiarava erede della tradizione dell'associazionismo universitario laico e apolitico della seconda metà dell'Ottocento, rimasto in vita sino all'avvento del Gruppo universitario fascista in cui confluirono la gran parte delle organizzazioni studentesche durante il Ventennio . L'attività dell'associazione era gestita da specifiche sezioni interne dedicate a cultura, spettacoli, sport, servizio sanitario, rapporti interuniversitari, stampa e laureati. Parallelamente all'attività assistenziale a tutela dei soci, come l'assistenza medica e la richiesta di sconti presso gli esercizi commerciali torinesi, promosse eventi goliardici, feste e veglioni. Oltre agli studenti dell'Università, l'A.T.U. fu aperta anche a quelli del Politecnico e tenne rapporti con il Supremus Ordo Taurini Cornus, con cui organizzò alcune serata danzanti.

Associazione Universitaria Torinese - A.U.T., poi Associazione Torinese Universitaria - A.T.U.

Documenti inerenti al funzionamento e all'attività dell’Associazione universitaria torinese (A.U.T.) e dell'Associazione torinese universitaria (A.T.U.).L'associazione fu fondata nell'inverno 1889; il suo stemma è composto dalla testa della Minerva sormontata da un toro, simboli della sapienza e della città di Torino, accompagnati dal motto "semper et virtus". L’A.U.T. ebbe carattere apolitico e aconfessionale e fu animata da fini filantropici: la beneficenza e la tutela della classe studentesca furono suoi interessi primari, perseguiti tramite la promozione di una serie di agevolazioni per i suoi iscritti, come visite mediche gratuite, sconti presso negozi e teatri, l’istituzione di sezioni sportive e di sussidi tramite un fondo di assistenza. Sul versante culturale promosse esposizioni, conferenze e scambi con gli Atenei d’Oltralpe. Nel 1894 Efisio Giglio Tos fu eletto presidente: durante il suo mandato cercò di aprire gli orizzonti dell'associazione all'estero, organizzando iniziative come l’Esposizione fotografica internazionale, che accolse nel 1895 a Torino espositori da tutta Italia, Francia, Svizzera, Belgio, Impero Austro-ungarico, Germania, Inghilterra e Stati Uniti, e una raccolta di firme a favore degli studenti moscoviti arrestati nel dicembre 1896.Le prime riunioni dei soci si tennero in birreria; nel 1894 furono inaugurati i locali in via Principe Amedeo 20-20A, dove secondo il periodico studentesco “Il Goliardo” rimase collocata la sede sino al 1897. Nel 1903 l'A.U.T. fu rifondata, con l’apertura dei nuovi spazi associativi: alcune carte dello stesso anno riportano l’indirizzo via Ospedale 26, attuale via Giolitti. Nel 1909 fu sciolta e rifondata con sede in via Maria Vittoria 27: lo statuto datato 12 dicembre 1909 riporta la denominazione "Associazione torinese universitaria". Sulla copertina della Guida dello studente del 1910, a cura dell'organizzazione, compare per la prima volta il nuovo stemma composto dalla testa della Minerva entro una corona di foglie di rovere, accompagnata dal motto di Giosuè Carducci "ciò che fu torna e tornerà nei secoli" (da Canto di Marzo, Odi barbare, libro II).La parabola dell'A.T.U. terminò il 15 giugno 1917, quando fu chiusa a causa della chiamata alle armi della maggior parte dei cinquecento soci aderenti. Nel 1919 fu rifondata: il primo segretario fu Paolo Maria Guala, già laureato in Giurisprudenza e Lettere, seguito nella carica da Luigi Olivieri nel 1922 e da Emanuele Pesati nel 1923. Operò sino al 1928 quando fu sciolta e almeno parte dei suoi iscritti confluì nel Gruppo universitario fascista: il presidente, Pino Valle, fu nominato fiduciario fiduciario per la sezione universitaria del G.U.F.

Annuari e guide dello studente

Annuario dell'Associazione universitaria torinese. Anno I (1889-96), Tip. G. Candeletti, Torino, 1896;Guida per lo studente in Torino pel 1904, R. Steglio e Comp., Torino, 1904;Guida dello studente con illustrazioni e una pianta topografica dell'Esposizione, Stabilimento Tipografico Dott. Guido Momo, Torino, 1910.La Guida dello studente è redatta da Gino Galeazzi: nei ringraziamenti è segnalato che la copertina fu realizzata da Gaetano Nave; a seguire sono riportati il comitato d’onore e i soci benemeriti dell’A.T.U. e in chiusura sono pubblicati l’annuario dell’associazione universitaria per l’anno sociale 1909-10, il programma delle iniziative per quello successivo, lo statuto e i regolamenti. L’opuscolo passa in rassegna i vari dipartimenti collegati alle Facoltà dell’Università, il Politecnico, la Scuola superiore di commercio e la Scuola superiore di veterinaria, dei quali è dato un breve profilo storico, le biblioteche e i musei di Torino. Una sezione è specificamente dedicata alle norme e ai regolamenti degli Istituti superiori e fornisce informazioni pratiche sullo svolgimento della vita accademica e sul pagamento delle tasse scolastiche, dall’immatricolazione alla laurea. Seguono varie pagine riservate alle informazioni pratiche sulla città e all’Esposizione internazionale delle Industrie e del Lavoro, tenutasi a Torino nel 1910, di cui in chiusura è fornita una mappa. All’interno è inoltre pubblicato un intervento di Francesco Ruffini (L'Ateneo Torinese) e sono riprodotte le fotografie del cortile del Palazzo del Rettorato, della facciata e del cortile della sede del Politecnico in via Cavour, del Castello del Valentino visto da corso Marconi, del Museo del Risorgimento presso la Mole Antonelliana, di Palazzo Carignano e del monumento a Carlo Alberto e dell’Armeria Reale.

Società "Dante Alighieri" e Sottocomitato studentesco

Efisio Giglio-Tos, segretario dell'associazione nel 1901, riferisce che l’idea di fondare una società laica titolata a Dante Alighieri, con scopo la diffusione e la tutela della lingua italiana nel mondo, nacque durante l’Esposizione emiliana (Bologna 1888). L’anno seguente si costituì un primo comitato, presieduto dal senatore Silvio Spaventa e poi dal deputato Ruggero Bonghi. Nel 1890 la federazione era definitivamente operativa, con quarantaquattro comitati in tutto il paese. Nel marzo 1895 il presidente del comitato torinese Emilio Pinchia, in collaborazione con l’Associazione universitaria torinese (A.U.T.), fondò la sezione studentesca.Si conservano:E. Giglio-Tos, La società “Dante Alighieri”. Sua origine e suoi scopi, Tip. Renzo Streglio e C., Torino-Ciriè 1901;Carnet di ballo "Ballo Grande Albergo d'Europa", 29 gen. 1914;"Bollettino del comitato studentesco della Società nazionale Dante Alighieri", a. V, n. 3, mar. 1922.

Dogatum Genuense Supremus Ordo Goliardicus Liguriae (S.O.G.L.)

Il Dogatum Genuense, Supremus Ordo Goliardicus Liguriae (S.O.G.L.), fu fondato a Genova nel 1947 ed è tutt'oggi attivo. A capo vi è un doge, eletto annualmente; il logo è composto da un galeone con lo stemma della città sulle vele. Si conservano:copia manoscritta dello statuto, agosto 1947;manifesto di fondazione a firma del doge Simon Boccanegra I, 1 nov. 1947;manifesto sulle "ferie matricolarum" a firma del doge Simon Boccanegra II (Raffaello 'Lello' De Caro), 18 feb. 1949.

Associazione "Galileo Ferraris", poi sezione torinese del Sindacato nazionale allievi ingegneri - S.N.A.I.

Materiali relativi all'associazione:biglietto di invito "al trattenimento musicale" indirizzato a "Avv. Riva e fam.", (?).cartolina non compilata del I Congresso internazionale Allievi ingegneri di Torino (3-6 maggio 1911) tenutosi in occasione del 50° anniversario della fondazione della Scuola d'applicazione degli ingegneri al Valentino, 1911;"50° anniversario della fondazione della Scuola d'applicazione degli ingegneri al Valentino. La scuola e le sue glorie. Torino 1911", numero speciale della rivista «Il Valentino», Fiandesio, Torino, 1911 (2 copie);«Il Valentino. Rivista tecnica mensile illustrata dell'associazione Galileo Ferraris», a. II, n. 3, marzo 1912 (2 copie);«Il Politecnico italiano. Organo ufficiale del Sindacato nazionale allievi ingegneri», a. I, n. 1, dicembre 1921.Il 13 dicembre 1908 fu costituita a Torino, presso il Politecnico, un'associazione tra gli studenti d’ingegneria intitolata a Galileo Ferraris, alla quale aderirono 450 soci. La presidenza onoraria fu attribuita a Enrico D'Ovidio, direttore del Politecnico, mentre la gestione era in capo al laureando Minella.Nel novembre 1919, nel contesto delle proteste e rivendicazioni degli studenti ex-combattenti del primo dopoguerra, fu rifondata come sezione torinese del Sindacato nazionale allievi ingegneri (S.N.A.I.), sempre intitolata a Galileo Ferraris e con sede in via Urbano Rattazzi 11. Nel 1919 ne risultano presidente lo studente Morabito e vicepresidente Carmelo Cimino; nel novembre 1921 la direzione passò a Giuseppe Pollicina, cui subentrò l’anno seguente Salvadore Amodei e per il 1923-24 Giovanni Ferrari. Con l’inizio dell’anno accademico 1925-26 gli studenti fascisti puntarono alla conquista dello S.N.A.I., sfruttando le votazioni per il rinnovo delle cariche. L'elezione del nuovo direttorio ebbe una chiara valenza politica: furono costituite due liste, la prima con a capo lo studente fuori corso Pier Giorgio Frassati, l’altra con capolista Giovanni Ferrari, definita dalla «Gazzetta del Popolo» “intransigente e fascista”. La vittoria del secondo schieramento risultò schiacciante: la cronaca segnala che i fascisti conquistarono tutti i seggi della maggioranza e che Frassati non riuscì neppure a entrare nella schiera di minoranza. La “Guida Paravia” dal 1925 non riporta più alcun riferimento alla sezione del Sindacato nazionale allievi ingegneri, lasciando ipotizzare il suo scioglimento da parte del Gruppo universitario fascista.

Supremus Ordo Taurini Cornus - S.O.T.C., poi Supremus Ordo Taurini Cornus atque Pedemotanus - S.O.T.C.a.P.

Il Supremus Ordo Taurini Cornus (Supremo Ordine del Corno Taurino) fu costituito a Torino nell'a.a. 1945-46. Fu rifondato nel 1951 come ordine goliardico sovrano in Piemonte, prendendo la denominazione Supremus Ordo Taurini Cornus atque Pedemotanus, ed è ancora oggi attivo. Le sue cariche richiamano la gerarchia della Chiesa Cattolica sbeffeggiandola: a partire dal basso, vi sono gli scudieri (matricole) e i clerici vagantes (studenti iscritti in altri Atenei, ma residenti a Torino), i cavalieri, i curiali, i vescovi (a capo delle associazioni goliardiche provinciali e delle "vole", vale a dire circoli, di Torino) e i cardinali, con al vertice un pontifex. Il pontefice decade al termine dell'anno accademico; i cardinali si riuniscono in "conclave" ogni autunno per eleggere il successore (o riconfermare il precedente). Il pontefice neoeletto debutta il 25 novembre, giorno di Santa Caterina d'Alessandria, in cui nel Settecento era designato il rettore e nel periodo tra le due guerre e nel secondo dopoguerra si tengono i veglioni danzanti studenteschi dedicati alle sartine, le "caterinette". Per le donne fu creato nel 1951 l'Ordo Vestalium, con a capo una vestale massima o Vesta.

Summus Taroccorum Ordo Taurinensis - S.T.O.T.

Il Summus Taroccorum Ordo Taurinensis fu fondato a Torino nel 1976, con a capo un Collegio degli arcani maggiori. Il logo presenta il nome dell'organizzazione lungo la circonferenza e nel centro una corona sormontata da una testa di giullare con una feluca, dalla quale dipartono due lacci che si annodano col nodo savoia.Si conservano:manifesto recante il "Trattato della Sacra Alleanza fra Internationalis Ordo Villae Sancti Josephi e Summus Taroccorum Ordo", 1977;manifesto per il decimo anniversario della fondazione, 1986 (2 copie).

Terza Italia

La Terza Italia, Alleanza per la difesa dell'italianità e delle nazionalità oppresse, fu simbolicamente fondata a Caprera (SS) il 20 settembre 1907. Il Comitato centrale, con sede a Torino, si insediò il 7 settembre 1914, occasione in cui fu distribuito il primo numero del foglio di propaganda «Terza Italia». Nel 1917 il comitato centrale era così composto: Efisio Giglio-Tos, presidente; Ettore Gaetano Donn e Riccardo Tolentino, vice-presidenti; Cesare Foà, segretario; Carlo Fea, cassiere; Luigi Gariazzo, Carlo Guidetti-Serra, Giovanni Molar, Giovanni Villata, Carlo Zanoia, consiglieri. Nel 1918 a questi si aggiunse Giuseppe Tempo, consigliere.Si conservano:"Attività sociale. Anni 1914-1915-1916", Tip. Baravalle e Falconieri, Torino 1917 (3 copie);mozione per la promozione e l'organizzazione del "I Congresso internazionale per i diritti delle nazionalità oppresse", 3 febb. 1918;manifesto per la "Celebrazione della festa nazionale" (Roma, 2 giu. 1918), 1918;ristampa dell'indirizzo di benvenuto rivolto a Cesare Battisti in occasione della conferenza da lui tenuta a Torino in data 12 ott. 1914, 1918(?) (2 copie).manifesto celebrativo la liberazione di Trieste e delle terre irredente, [post 1918?].

Carriera di Filiberto Avogadro di Collobiano

Si compone di un certificato ufficiale, sul recto della prima carta, e di due memorie non coeve tra di loro, sul verso della seconda.Il certificato di buona condotta è relativo a Filiberto Avogadro di Collobiano, firmato dal rettore della Regia Università Antonio Del Carretto di Lesegno, con il visto del riformatore Giovanni Battista Incisa Beccaria di Santo Stefano, 1° giugno 1815. Reca il sigillo in carta del Magistrato della Riforma, composto dalle armi di Casa Savoia e dalla legenda "Regii Archigymnasii Taurinensis Magistratus". Riporta che il suddetto, insieme ad altri studenti, prese parte ai disordini nel ghetto verificatisi il 1° marzo 1815, in seguito ai quali fu arrestato e interruppe gli studi senza sostenere alcun esame, ma ciò nonostante era uno studente meritevole e mantenne una "lodevole condotta" dopo quell'episodio.Come risulta dalla prima delle due memorie, a firma di B. Morra di Lavriano, questo certificato, insieme a un secondo "più favorevole", fu richiesto da Morra medesimo all'Università poiché, essendosi egli speso col ministro della Guerra Giuseppe Maria Galleani di Agliano per far ottenere ad Avogadro "una sottotenenza in un Reggimento di cavalleria", dovette poi fornirgli di che rassicurare il re sulla natura e la condotta di Avogadro, quando si diffuse la notizia del suo precedente arresto, per evitarne la destituzione. Nei fatti, il presente certificato fu trattenuto presso di sé da Morra, ritenendo che "avrebbe fatto cattivo effetto agli occhi del re", mentre consegnò al ministro solo il secondo.La seconda memoria, anonima, probabilmente aggiunta nel 1842, ricorda che Avogadro di Collobiano poté proseguire la propria carriera, divenendo uomo di fiducia e favorito del re Carlo Felice ("ne era il segretario particolare, l'amico, il confidente ed il volea continuamente presso di sé in tutti gli affari. Dicesi ne abbia ricevuti regali vistosissimi") e, dopo la sua morte nel 1831, conservatore della Casa ed Azienda della regina vedova Maria Cristina e suo cavaliere d'onore nel 1842.

Festeggiamenti V Centenario dell'Ateneo Torinese

Materiali riconducibili alle iniziative promosse e organizzate dal comitato studentesco per i festeggiamenti del V Centenario dell'Ateneo, 17-20 apr. 1904:Riproduzione fotografica del manifesto della "Seconda esposizione universale d'arte decorativa moderna. Aprile 1904" di Filippo Bonello detto Cirano, s.d;Manifesto relativo alle iniziative promosse dal comitato organizzativo in occasione del V Centenario dell'Università di Torino, apr. 1904;Carnet di biglietti d'invito al Grande veglione goliardico (Salone Odeon - Galleria Nazionale), apr. 1904;3 cartoline "Festeggiamenti universitari 1904 / V Centenario dell'Ateneo Torinese / 1404-1904" realizzate da Pier Carlo Dondona, apr.-mag. 1904;Cartolina "Universa Minerva / 1404 Torino 1904" realizzata da A. Marchisio, 1904;3 medaglie commemorative con epigrafe di Ettore Stampini, disegnate da Edoardo Rubino e coniate da Johnson di Milano, [1904];2 copioni a stampa della rivista teatrale "Apogoliateosi" (musica di Luigi Cecchetti, libretto di Cesare Cecchetti), Tipografia G.U. Cassone, Torino, 1904;Opuscolo "Programma della Gara Internazionale Universitaria nell'occasione del Festeggiamenti per il V Centenario dell'Ateneo Torinese 19-20 aprile 1904", Tip. Cug Baravalle e Falconeri, Torino, 1904.Opuscolo "V Centenario dell'Ateneo torinese. Festeggiamenti; Congresso universitario; II Esposizione di arte decorativa moderna; Apogoliateosi", Tipografia G.U. Cassone, Torino, 1906.

Manifesti e diplomi di laurea goliardici

Torino:Diploma di laurea goliardico di Francesco Salvati, 1944 (Università ?);Diploma di laurea goliardico di Armando Mussa, luglio 1944 (Facoltà di Medicina e chirurgia);Manifesto per la laurea di Paolo Benevelli, [1989] (Facoltà di Giurisprudenza) (2 copie);Manifesto per la laurea di Franco Ressa, 12 nov. 1990 (Facoltà di Lettere e filosofia);Manifesto per la laurea di Manlio Collino, 23 ott. 1991 (Facoltà di Lettere e filosofia, 3 copie);Manifesto per la laurea di Ruggero Lamparelli, s.d. (Politecnico ?) (2 copie).Padova:Elena Simonetti, 31 ott. 1933 (Facoltà di Lettere e filosofia);Corneglio Fabris, 8 nov. 1934 (Facoltà di Ingegneria);Fanny Benedetti, 9 nov. 1946 (Facoltà di Farmacia);Gabriella Gobbin, 29 nov. 1977 (Facoltà di Medicina e chirurgia);Mauro Marchesin, 16 mar. 1990 (Facoltà di Scienze statistiche ed economiche);Paola Concato, 20 mar. 1990 (Facoltà di Giurisprudenza, Scienze politiche);Alessandra Refatto, 20 mar. 1990 (Facoltà di Medicina e chirurgia, Odontoiatria).

Papiri di immatricolazione

TorinoVincenzo Morando, 1895 (Regio Museo Industriale, Corso di Industrie Chimiche, a.a. 1894-95);Caterina Morgando, 14 nov. 1927 (Istituto superiore di Magistero, a.a. 1927-28);Annibale Lovera di Maria, 12 nov. 1929 (Istituto superiore di scienze economiche e commerciali, a.a. 1929-30);Amalia Condulmer, 1930 (Università di Padova, Facoltà di Lettere e filosofia, a.a. 1929-30);Amalia Natangelo, 1933-34 (Facoltà di Farmacia, a.a.1933-34; Facoltà di Lettere e filosofia, a.a. 1934-35);Giovanni Vercesi, 08 nov. 1934 (Istituto superiore di scienze economiche e commerciali, a.a. 1934-35);Giorgio Pazzi, 11 nov. 1939 (Facoltà di Giurisprudenza, a.a. 1939-40);Sergio Forgnone, 6 nov. 1950 (Politecnico, Facoltà di Architettura, 1950-51);Ettore Durbiano, 1956-57 (Facoltà di Economia e commercio, a.a. 1956-57);s.n., 1981;Daniela Vietti, 1982 (Facoltà di Farmacia, a.a. 1981-82).BolognaGiuliano Gibertini, 6 nov. 1958 (Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, corso di laurea in Fisica, a.a. 1958-59);s.n., 1991;s.n., 2000.GenovaFrancesco Traverso, 17 ott. 1933 ? (Facoltà di Scienze Matematiche, fisiche e naturali, a.a. 1934-35).Non identificatoTullio Gaita, 1924 (?) (Università di Pavia / Università di Modena ?).

Libretti di iscrizione e tessere di riconoscimento

Sono conservate 9 tessere di riconoscimento e 6 libretti d'iscrizione di Università e Istituti superiori.Tessere di riconoscimento:Alessandro Baggio, Istituto superiore di Studi commerciali di Torino (1914-10-31);Giacomo Bianco, Politecnico di Torino, Ingegneria (1943-11-05);Lidia Carletti, Università di Pisa, Chimica e farmacia (1925-10-30);Giovanni Dolcino, Istituto superiore di Medicina veterinaria di Torino (1934-01-03);Carlo Gallotti, Università di Pavia, Farmacia (1936-10-27);Ada Garaventa, Accademia Albertina di Belle Arti e Liceo Artistico di Torino (1940-05-07);Mario Mairano, Università di Torino, Medicina e chirurgia (1916-03-01);Annetta Pironetti, Università di Torino, Farmacia (1922-10-09);Metello Rossi, Università di Torino, Giurisprudenza (1921-10-10).Libretti d'iscrizione:Alberto Vincenzo Chiamberlando, Università di Torino, Facoltà di Economia e commercio (1963-64);Dino Colombani, Università di Torino, Facoltà di Scienze Economiche e commerciali (1935-36);Mario Del Piano, Università di Torino, Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, Matematica (1918-19);Antonio Lantrua, Politecnico di Torino, Ingegneria industriale (1947-48);Alberto Pesce, Istituto superiore di Architettura di Torino (1934-35), confluito nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino (1937-38);Antonietto Rolfo, Istituto universitario di Economia e commercio di Venezia, Lingue e letterature straniere (1943-44);Mario Stella, Politecnico di Torino, Ingegneria industriale meccanica (1913-14).

Results 1 to 20 of 498